Il Canzoniere (Bandello)/Alcuni Fragmenti delle Rime/CXXX - Non t'accostar, Europa, al vago Bue
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CXXX.
Sonetto mitologico. Il mito di Giove che trasformato in bue rapisce Europa.
Non t’accostar Europa al vago Bue,
Che va scherzando in questo verde piano,
Non ti fidar, che tanto paia umano.
4Che più superbo visto mai non fue.
Trasformato s’è Giove, e l’arti sue
Adopra per rapirti umile e piano:
Or scherza, or salta, or fugge ed or la mano
8Ti bacia, ed or sospeso sta tra due.
Sciocca che fai? dove vuoi porre il piede?
Ahi scendi, Europa, scendi, torna torna,
11Che lascivo si volge all’ampio mare.
Ella stringendo le novelle corna
Il mar turbato d’ogn’intorno vede,
14Nè più quel lito a’ suoi begli occhi appare.
Note
V. 1. Europa, vago Bue, secondo la nota favola mitologica.
V. 4. Superbo e feroce, non fu mai più visto l’eguale. Include il parallelo mentale con la Mencia.
Vv. 7-8. Or scherza ecc., proprio come fanno gli innamorati. I due versi sono efficaci; sospeso tra due sentimenti e desideri, perplesso, tra l’amore e il pudore.
V. 9. Sciocca, perchè crede, vanerella, alle di lui moine amorose e gli sale in groppa.
V. 10. Scendi, torna indietro, rinuncia al bue che già si volge, preso da lascivia, verso il mare per rapirti seco, come infatti avviene.
V. 12. Stringe la donna le corna novelle perchè spuntate da poco, per la metamorfosi sopra detta, a quelle quasi s’aggrappa, mentre vede intorno a sè il mare sconvolto e rapidamente, a’ suoi occhi, dileguarsi il lito.