I quattro libri dell'architettura (1790)/Libro II - I

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I quattro libri dell'architettura (1790) deco5.png


IL SECONDO LIBRO


DELL’ARCHITETTURA

DI

ANDREA PALLADIO


I quattro libri dell'architettura (1790) deco3.png


CAPITOLO I.


Del Decoro o Convenienza che si deve osservare

nelle Fabbriche Private.


I quattro libri dell'architettura (1790) deco H.pngO esposto nel passato libro tutte quelle cose che mi sono parse più degne di considerazione per la fabbrica degli edifizj pubblici e delle case private, onde l’opera riesca bella, graziosa e perpetua; e ho detto ancora, quanto alle case private, alcune cose pertinenti alla comodità, alla quale sarà principalmente quest’altro Libro indirizzato. E perchè comoda si dovrà dire quella casa, la quale sarà conveniente alla qualità di chi l’avrà ad abitare e le sue parti corrisponderanno al tutto e fra se stesse; però dovrà l’Architetto soprattutto avvertire, che (come dice Vitruvio nel primo e sesto Libro) ai Gentiluomini grandi, e massimamente di Repubblica, si richiederanno case con logge e sale spaziose ed ornate, acciocchè in tali luoghi si possano trattenere con piacere quelli che aspetteranno il padrone per salutarlo, o pregarlo di qualche aiuto e favore; Ed ai Gentiluomini minori si converrano ancora fabbriche minori, di minore spesa, e di manco adornamenti: ai Causidici ed Avvocati si dovrà medesimamente fabbricare, che nelle loro case vi siano luoghi belli da passeggiare e adorni, acciocchè i Clienti vi dimorino senza loro noja: le case dei Mercanti avranno i luoghi, ove si ripongano le mercanzie, rivolti a settentrione ed in maniera disposti, che i padroni non abbiano a temere dei ladri. Si serberà anche il decoro quanto [p. 2 modifica]all’opera, se le parti risponderanno al tutto, onde negli edifizj grandi vi siano membri grandi, nei piccoli, piccoli e nei mediocri, mediocri; che brutta cosa certo sarebbe e disconvenevole, che in una fabbrica molto grande fossero sale e stanze piccole, e per il contrario in una piccola fossero due, o tre stanze che occupassero il tutto. Si dovrà dunque, (come ho detto) per quanto si possa, aver riguardo ed a quelli che vogliono fabbricare, e non tanto a quello, che essi possano, quanto alla qualità di fabbrica che loro stia bene; e dopo che si avrà eletto, si disporranno in modo le parti, che si convengano al tutto e fra se stesse, e vi si applicheranno quegli adornamenti che pareranno convenirsi. Ma spesse volte fa bisogno all’Architetto accomodarsi più alla volontà di coloro che spendono, che a quello che si dovrebbe osservare.