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Greco Cantor, qualora io fisso aperte

Carlo Martello

G Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Greco Cantor, qualora io fisso aperte Intestazione 18 agosto 2019 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Carlo Martello


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III1


Greco Cantor, qualora io fisso aperte
     Sovra de’ carmi tuoi le mie pupille,
     Se o l’ira canti dell’invitto Achille,
     O i lunghi error dei figli di Laerte,
5Monti, Fiumi, Città, Foreste e Ville
     Veder parmi da rupi esposte ed erte,
     E quà colte campagne, e là deserte,,
     L’occhio invaghir di mille oggetti e mille;

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Perchè costumi, e nazioni e riti
     10Scuopri, e opache spelonche, e piagge apriche
     E valli e mari, e promontori e liti;
Così, che par (tanto hai le Muse amiche)
     Che non tu lei, ma te Natura imiti
     Primo Pittor delle memorie antiche

Note

  1. Ad Omero.