Geografia fisica/Conclusioni

Conclusioni

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Interno
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CONCLUSIONE


266. Per tutta conclusione riassumiamo brevemente quanto di più importante ci ha insegnato il presente libretto.

267. Il nostro pianeta è teatro di movimenti e di rivoluzioni continue. In continuo moto è l’atmosfera, che distribuisce tutto all’ingiro della sfera terrestre il calore, la luce e l’umidità. Dalle acque che ricoprono tanta parte della superficie del globo, il vapore si leva costantemente nelle regioni dell’aria, e di là, condensato in nubi, pioggia e neve, ricade sulla terra. Su tutta la superficie del globo l’acqua che cade dalle nubi corre verso il mare, raccolta in torrenti e fiumi, che seco trascinano una quantità enorme di detrito roccioso, rapito alla terra asciutta. Così l’acqua è in continua circolazione dall’atmosfera alla terra, dalla terra al mare, e dal mare di nuovo all’atmosfera. Il mare è pur esso in continuo movimento. Le sue onde demoliscono le coste, e le sue correnti si movono con continuo circolo intorno al globo. Nelle sue profondità le spoglie rocciose della terra si ammucchiano, ricomponendosi in rocce, destinate a formare a suo tempo nuove isole e nuovi continenti. Esiste finalmente nell’interno della terra una sorgente di calore perenne, che la agita, ne spezza la superficie, la solleva e la deprime. Mano mano che le vecchie terre vengono sommerse, nuove terre si sollevano dal mare, per dare alimento a nuove generazioni di piante e d’animali, e fornire all’uomo una dimora conveniente. [p. 120 modifica]

268. Il nostro pianeta non è un essere vivente, come una pianta od un animale; ma voi intendete nel caso, in quale senso si possa dire che vive. Appunto, il circolare dell’aria e dell’acqua, il rimutarsi dei mari e dei continenti, tutto questo sistema di movimenti, per cui la faccia del globo di continuo si distrugge e si rinnovella, può ben chiamarsi vita della terra.





FINE