Feruto sono e chi di me è ferente

Bonagiunta Orbicciani

Guido Zaccagnini/Amos Parducci XIII secolo Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu Duecento Feruto sono e chi di me è ferente Intestazione 16 luglio 2020 25% Da definire

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III

Sebbene ferito, tacerà,
perchè cosí spera di vincere la durezza della donna sua.

P’eruto sono e chi di me è ferente
guardi che non m’alcida al disferare,
ch’i’ ho veduto perir molta gente,
no nel ferire, ma nel ferro trare.
Però feruto, voglio istar tacente,
portar lo ferro per poter campare,
che per sofrenza diviene om vincente,
ch’ogna cosa si vince per durare.
Però chero mercé a voi, mia spera,
dolce mia donna e tutto mi’ conforto,
non disferate mia mortai feruta.
Mercé, per Deo, non vi placia ch’i’ péra,
per soferenza tosto aspetto porto:
per lunga pena ’l mi’ cor non si muta.