Favole (La Fontaine)/Libro ottavo/XVIII - Il Bascià e il Mercante

Libro ottavo

XVIII - Il Bascià e il Mercante

../XVII - L'Asino e il Cane ../XIX - I vantaggi del Sapere IncludiIntestazione 16 ottobre 2009 50% raccolte di fiabe

Jean de La Fontaine - Favole (1669)
Traduzione dal francese di Emilio De Marchi (XIX secolo)
Libro ottavo

XVIII - Il Bascià e il Mercante
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Col segreto favor d’un gran Bascià,
in orïente un greco Mercatante
faceva affari d’oro, e poi che costa
cara d’un alto protettor la grazia,
pagava il protettor non da mercante
ma da bascià... Ma paga e paga e paga,
a lungo andar questo pagar rincrebbe
al nostro greco, e sen dolea, dicendo
di non poterne più, quando tre turchi
s’offriron di concedergli favore
a meno prezzo, in tre, che non spendesse
prima per uno. Il greco accetta.
Intanto
si conobbe la cosa e ognuno dicea
che avrìa dovuto il gran Bascià vendetta
trarne, mandando i suoi vassalli in cielo
a portare un messaggio a Maometto.

- Se tu nol fai, - dicea qualcun de’ suoi, -
ti preverranno per paura i tristi,
e per quanto tu chiuda anche i cancelli
del tuo palagio, con sottil veleno
a protegger ti mandano in turbante
i falsi mercatanti in paradiso -.

Ma il Turco a questo dir, novo Alessandro,
non diede retta e con sereno spirto
trova un bel giorno il suo Mercante in casa,
siede alla mensa ed in diversi e schietti
discorsi entrando, gli mostrò che nulla
diffidenza era in lui. Quindi gli disse:

- Amico, io so che tu mi lasci e alcuni
voglion ch’io tragga orribili paure,
ma tu sei troppo galantuomo, amico,
e la faccia non hai d’uom che il suo tempo
passi a mescer veleni, ond’io men rido
delle chiacchiere altrui. Pace! e se brami
sul conto di codesti a te novelli
amici udir quel ch’io ne penso, ascolta
senz’andar per noiose querimonie
una fiaba che a lor calza a pennello.

C’era una volta un Cane ed un Pastore,
e c’era anche un armento.
Dicea la gente: "A che ti serve un cane
sì grosso, che per solito alimento
ti mangia ad ogni pasto un grosso pane?
Sarai più saggio
se lo vendi al signore del villaggio.

Un paio o tre
di piccoli mastini costan meno
a un uomo come te,
e fan la guardia più che non la faccia
da sola questa grossa bestiaccia".
Il buon Pastor credé,
e tre mezzani
mastini prese e risparmiò dei pani.
Ma se il grosso mangiava almen per tre,
era tre volte a mordere più forte,
quando per sorte
con general spavento
venìano i lupi a minacciar l’armento,
mentre quell’altre bestie assai men care
erano tre a scappare.

- Se tu sei saggio, fidati di me, -
soggiunse il buon Bascià, -
o proverai di questa favoletta
la triste verità -.

La qual dimostra ancora
come convenga ai piccoli paesi
appoggiarsi a un monarca di gran prezzo,
che non ai cento re d’un soldo al pezzo.