Er frutto de la predica

Giuseppe Gioachino Belli

1834 Indice:Sonetti romaneschi IV.djvu sonetti letteratura Er frutto de la predica Intestazione 14 gennaio 2024 75% Da definire

Un zentimento mio Lo stufarello
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1834

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ER FRUTTO DE LA PREDICA.

     Letto ch’ebbe er Vangelo, in piede in piede
Quer bon padre Curato tanto dotto
Se1 piantò cco’ le chiappe sul paliotto
A spiegà li misteri de la fede.

     Ce li vortò de sopra e ppoi de sotto:
Ciariccontò2 la cosa come aggnéde;3
E de bbone raggione sce ne diede
Più assai de sei via otto quarantotto.

     Riccontò ’na carretta de parabbole,
E cce ne fesce poi la spiegazzione,
Come fa er Casamia doppo le gabbole.4

     Inzomma, da la predica de jjeri,
Ggira che tt’ariggira, in concrusione
Venissimo5 a ccapì cche ssò mmisteri.

29 novembre 1834.

Note

  1. Si.
  2. Ci raccontò.
  3. Andò.
  4. Cabale, dell’astronomo Casamia, pel giuoco del lotto.
  5. Venimmo.