Economia collaborativa: origine ed evoluzione dell'approccio wiki e sua adozione nelle imprese/La nascita e l'evoluzione del Web/La fase sperimentale

La nascita e l’evoluzione del Web

La fase sperimentale

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Convenzionalmente si fa risalire la nascita del World Wide Web (Web) al 1989, anno in cui il ricercatore del CERN di Ginevra Tim Berners-Lee propose al centro di ricerche l’adozione di una tecnologia che permettesse una migliore gestione dei progetti ed una più razionale condivisione della conoscenza (BERNERS-LEE 1989).

L’idea alla base era di unire tecnologie già esistenti, ma non ancora utilizzate insieme, in modo innovativo: una rete per connettere le macchine, un sistema dedicato per farle riconoscere ed un protocollo di comunicazione comune. Il Web si sarebbe quindi sviluppato sulla rete telematica Internet, evoluzione della nota ARPANET1 nata nel 1969 il cui nodo più grande risiedeva proprio nel CERN, utilizzando il protocollo di trasmissione dati TCP/IP2 ed il sistema DNS3 per localizzare in modo univoco i calcolatori, entrambe tecnologie introdotte nel 1983.

Si disponeva, così, dell’impalcatura tecnologica che avrebbe sorretto il Web ma mancava la definizione della tipologia di contenuti da veicolare tra le macchine interconnesse. La soluzione proposta da Berners-Lee fu innovativa e sortì effetti inaspettati. Riprendendo le teorie di Theodor Nelson sui documenti elettronici (NELSON 1965) ed adattandole alle caratteristiche della rete appena definita, pensò a strutture informative interpretabili dagli umani (in contrapposizione al linguaggio macchina) tra loro collegate in maniera non sequenziale, ovvero gli ipertesti (BERNERS-LEE 1989).

Merita osservare che il termine ipertesto fu coniato negli anni ’60 da Nelson per definire un sistema di idee interconnesse archiviabili in qualsiasi forma (testo, audio, immagine o video) e l’accezione considerata da Berners-Lee ne è la versione semplificata e decontestualizzata. Le teorie di Nelson, infatti, hanno manifestato un grosso limite di natura tecnica. Tanto onnicomprensiva è la definizione di ipertesto e tanto complessa la struttura reticolare per poterlo gestire che non è ancora possibile vederlo realizzato in pratica se non in minima parte (si pensi al quarantennale progetto Xanadu4). Berners-Lee ha avuto il merito di adattare il concetto di ipertesto al substrato tecnologico esistente passando dalle astrazioni concettuali a qualcosa di concreto e realizzabile.

La proposta fu quindi perfezionata definendo ciò che sarebbero state le caratteristiche peculiari del Web, ovvero una struttura non gerarchica, ubiquitaria ed incompleta costituita da nodi di testi (ipertesti) e media (ipermedia) attraverso i quali è possibile muoversi (navigare) (BERNERS-LEE, CAILLIAU 1990). Ciò avrebbe permesso ai soggetti connessi la condivisione della conoscenza a livelli mai raggiunti in precedenza. Se già le prime reti di calcolatori nascevano per condividere informazioni, solo ora si disponeva di una rete globale su cui i dati si muovevano secondo modelli comuni e tra loro collegati.

Il 6 agosto 1991 vide la luce il primo sito Web ospitato sui server del CERN. Nella prima metà degli anni ’90 iniziò a diffondersi il Web negli ambienti universitari e di ricerca dove fu realizzato il primo programma multipiattaforma per la navigazione tra gli ipertesti (il browser Mosaic nel 1993). Il Web era pronto per abbandonare i confini dei laboratori e fare l’ingresso nel mercato globale.


Note

  1. Acronimo di Advanced Research Projects Agency Network, rete sviluppata dall’agenzia DARPA (Defence Avanced Research Project Agency) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
  2. Acronimo di Transmission Control Protocol e Internet Protocol.
  3. Acronimo di Domain Name System.
  4. Teorizzato nel 1960 e mai divenuto realtà, il progetto Xanadu è un sistema di organizzazione, condivisione e archiviazione di documenti attraverso una rete globale di calcolatori. Tali documenti sono fra loro connessi attraverso collegamenti e transclusioni. Queste ultime indicano un modo per includere parti di un documento all’interno di altri senza perdere il contesto corrente e mantenendo riconoscibili ed indipendenti le parti.