Dialoghi con Leucò/L'ospite

L'ospite

../L'uomo-lupo ../I fuochi IncludiIntestazione 19 febbraio 2024 100% Da definire

L'uomo-lupo I fuochi
[p. 99 modifica]

L’ospite

[p. 100 modifica]

La Frigia e la Lidia furon sempre paesi di cui i Greci amarono raccontare atrocità. Beninteso, era tutto accaduto a casa loro, ma in tempi piú antichi.

Inutile dire chi perse la gara della mietitura.

[p. 101 modifica]

(Parlano Litierse e Eracle).

litierse   Ecco il campo, straniero. Anche noi siamo ospitali come voialtri a casa vostra. Di qua non ti è possibile scampare, e come hai mangiato e bevuto con noi, la nostra terra si berrà il tuo sangue. Quest’altr’anno il Meandro vedrà un grano fitto e spesso piú di questo.

eracle   Molti ne avete uccisi in passato sul campo?

litierse   Abbastanza. Ma nessuno che avesse la tua forza o bastasse da solo. E sei rosso di pelo, hai le pupille come fiori — darai vigore a questa terra.

eracle   Chi vi ha insegnato quest’usanza?

litierse   Si è sempre fatto. Se non nutri la terra, come puoi chiederle che nutra te?

eracle   Già quest’anno il tuo grano mi sembra in rigoglio. Giunge alla spalla di chi miete. Chi avevate scannato?

litierse   Non ci venne nessun forestiero. Uccidemmo un vecchio servo e un caprone. Fu un sangue molle che la terra sentí appena. Vedi la spiga, com’è vana. Il corpo che noi laceriamo deve prima sudare, schiumare nel sole. Per questo ti faremo mietere, portare i covoni, grondare fatica, e soltanto alla fine, quando il tuo sangue ferverà vivo e schietto, sarà il momento di aprirti la gola. Tu sei giovane e forte.

eracle   I vostri dèi che cosa dicono? [p. 102 modifica]

litierse   Non c’è dèi sopra il campo. C’è soltanto la terra, la Madre, la Grotta, che attende sempre e si riscuote soltanto sotto il fiotto di sangue. Questa sera, straniero, sarai tu stesso nella grotta.

eracle   Voialtri Frigi non scendete nella grotta?

litierse   Noi ne usciamo nascendo, e non c’è fretta di tornarci.

eracle   Ho capito. E cosí l’escremento del sangue è necessario ai vostri dèi.

litierse   Non dèi ma la terra, straniero. Voi non vivete su una terra?

eracle   I nostri dèi non sono in terra, ma reggono il mare e la terra, la selva e la nuvola, come il pastore tiene il gregge e il padrone comanda ai suoi servi. Se ne stanno appartati, sul monte, come i pensieri dentro gli occhi di chi parla o come le nuvole in cielo. Non hanno bisogno di sangue.

litierse   Non ti capisco, ospite straniero. La nuvola la rupe la grotta hanno per noi lo stesso nome e non si appartano. Il sangue che la Madre ci ha dato glielo rendiamo in sudore, in escremento, in morte. È proprio vero che tu vieni di lontano. Quei vostri dèi non sono nulla.

eracle   Sono una stirpe d’immortali. Hanno vinto la selva, la terra e i suoi mostri. Hanno cacciato nella grotta tutti quelli come te che spargevano il sangue per nutrire la terra.

litierse   Oh vedi, i tuoi dèi sanno quel che si fanno. Anche loro han dovuto saziare la terra. E del resto tu sei troppo robusto per essere nato da una terra non sazia.

eracle   Su dunque, Litierse, si miete?

litierse   Ospite, sei strano. Mai nessuno sinora ha detto questo davanti al campo. Non la temi la morte sul [p. 103 modifica] covone? Speri forse di fuggire tra i solchi come una quaglia o uno scoiattolo?

eracle   Se ho ben capito, non è morte ma ritorno alla Madre e come un dono ospitale. Tutti questi villani che s’affaticano sul campo, saluteranno con preghiere e con canti chi darà il sangue per loro. È un grande onore.

litierse   Ospite, grazie. Ti assicuro che il servo che abbiamo scannato l’altr’anno non diceva cosí. Era vecchio e sfinito eppure si dovette legarlo con ritorte di scorza e a lungo si dibattè sotto le falci, tanto che prima di cadere s’era già tutto dissanguato.

eracle   Questa volta, Litierse, andrà meglio. E dimmi, ucciso l’infelice, che ne fate?

litierse   Lo si lacera ancor semivivo, e i brani li spargiamo nei campi a toccare la Madre. Conserviamo la testa sanguinosa avvolgendola in spighe e fiori, e tra canti e allegrie la gettiamo nel Meandro. Perché la Madre non è terra soltanto ma, come ti ho detto, anche nuvola e acqua.

eracle   Sai molte cose, tu Litierse, non per nulla sei signore dei campi in Celene. E a Pessino, dimmi, ne uccidono molti?

litierse   Dappertutto, straniero, si uccide sotto il sole. Il nostro grano non germoglia che da zolle toccate. La terra è viva, e deve pure esser nutrita.

eracle   Ma perché chi uccidete dev’essere straniero? La terra, la grotta che vi ha fatti, dovrà pur preferire di riprendersi i succhi che piú le somigliano. Anche tu, quando mangi, non preferisci il pane e il vino del tuo campo?

litierse   Tu mi piaci, straniero, ti prendi a cuore il nostro bene come se fossi figlio nostro. Ma rifletti un momento perché duriamo la fatica e l’affanno di questi lavori. Per vivere, no? E dunque è giusto che noi restiamo [p. 104 modifica] in vita a goderci la messe, e che muoiano gli altri. Tu non sei contadino.

eracle   Ma non sarebbe anche piú giusto trovare il modo di por fine alle uccisioni e che tutti, stranieri e paesani, mangiassero il grano? Uccidere un’ultima volta chi da solo fecondasse per sempre la terra e le nubi e la forza del sole su questa piana?

litierse   Tu non sei contadino, lo vedo. Non sai nemmeno che la terra ricomincia a ogni solstizio e che il giro dell’anno esaurisce ogni cosa.

eracle   Ma ci sarà su questa piana chi si è nutrito, risalendo i suoi padri, di tutti i succhi delle stagioni, chi è tanto ricco e tanto forte e di sangue cosí generoso, da bastare una volta per tutte a rifare la terra delle stagioni passate?

litierse   Tu mi fai ridere, straniero. Sembra quasi che parli di me. Sono il solo in Celene che, attraverso i miei padri, sono sempre vissuto quaggiú. Sono il signore, e tu lo sai.

eracle   Parlo infatti di te. Mieteremo, Litierse. Sono venuto dalla Grecia per quest’opera di sangue. Mieteremo. E stasera rientrerai nella grotta.

litierse   Vuoi uccidere me, sul mio campo?

eracle   Voglio combattere con te fino a morte.

litierse   Sai almeno menarla la falce, straniero?

eracle   Stai tranquillo, Litierse. Fatti sotto.

litierse   Certo, le braccia le hai robuste.

eracle   Fatti sotto.