Di un gran bronzo inedito del Nômo Tanite

Solone Ambrosoli

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Di un gran bronzo inedito del Nômo Tanite Intestazione 18 dicembre 2012 75% Numismatica

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DI UN GRAN BRONZO INEDITO


DEL


NÔMO TANITE


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I monumenti numismatici che ci rimangono dei diversi Nômi o prefetture in cui si divideva l’Egitto antico, sono, in genere, assai scarsi e preziosi. A questa scarsità di monumenti, per vero dire, non corrisponde la scarsità della bibliografia, che una lunga schiera di autori trattò di proposito quell’interessantissimo argomento1, e molti altri lo [p. 468 modifica]trattarono in via incidentale; di maniera che le monete dei Nômi si trovano edite o ricordate in un gran numero di pubblicazioni, sia d’indole scientifica sia d’indole meramente descrittiva.

Nessun autore tuttavia, ch’io mi sappia, ha dato notizia sinora della seguente moneta, che la molta cortesia di un egregio nostro connazionale, il Dott. Giuseppe Bosso, già residente per vari anni al Cairo, mi concede di pubblicare:

Gran Bronzo. Diam. mm. 34 (mod. 9-10 di Mionnet).

D/ — [ΑΥΤ] ΤΡΑΙΑ СЄΒ [ΔΑΚΙΚ]

Testa laureata di Traiano, a destra.

R/ — [Τ]ΑΝЄΙΤΗС ΝΟΜΟС L ΙΒ

Figura imberbe stante, di fronte, in abito militare e [p. 469 modifica]con paludamento, imbracciando lo scudo colla destra e reggendo colla manca un trofeo. A sinistra un’ara da cui si eleva la fiamma.

(Collezione Bosso).


Come si vede, la leggenda è sgraziatamente sciupata là dove appunto importerebbe che fosse più chiara e distinta, cioè al principio del nome stesso del Nomo. Ciò che si legge in modo indiscutibile non è infatti che la terminazione ΝЄΙΤΗС, la quale tuttavia non può convenire che a due soli Nômi d’Egitto, cioè al Tanite od al Tinite.

Ma un esame accuratissimo della moneta conduce ad intravvedere, prima del ΝЄΙΤΗС, le traccie di un’alfa, preceduta alla sua volta, sembra, da un tau; e, se il tau è incerto e affatto nebuloso, l’altra lettera, sotto alcuni angoli di luce, diventa leggibile per alfa, quasi con piena sicurezza, e ad ogni modo non può leggersi assolutamente per iota, ciò che esclude l’attribuzione al Nômo Tinite.

Il gran bronzo della Colleziono Bosso dovrebbe quindi appartenere al Nômo Tanite: e tale attribuzione sembra evidente ed inoppugnabile al chiarissimo Prof. Postolacca, insigne conoscitore della numismatica dei Nômi egiziani, al cui autorevole giudicio ebbi la fortuna di poter ricorrere durante un mio recente soggiorno in Atene.

La figura stante, che spicca nel rovescio, sarebbe, se non m’inganno, il dio Horo, sotto hi forma di «Horo vittorioso», assimilato a Marte dai Greci2 .

Il dio è rappresentato nel nostro gran bronzo sotto l’aspetto di un giovane imberbe, in costume [p. 470 modifica]militare, come su altre monete dei Nômi3, ed il trofeo lo caratterizza eloquentemente per “Horo vittorioso„. Il Nômo Tanite ed il Nômo Setroite erano stati formati dallo smembramento dell’antico Nômo Khent-ahet, la cui divinità principale era appunto “Horo vittorioso„4; “aussi les emblèmes de ce dieu„ — osserva il visconte De Rougé — “se rencontrent-ils sur les monnaies des deux nomes postèrieurs5 .

Si potrà forse obbiettare che la grafia ΤΑΝЄΙΤΗС è nuova, leggendosi sulle altre monete di questo Nômo conosciute sinora: ΤΑΝΙΤΗС; ma il Nômo Memfite ci offre esempio di una simile doppia grafia: ΜΕΝΦΙΤΗС e ΜΕΝΦЄΙΤΗС.

Mi pare quindi che vi siano elementi più che a sufficienza per attribuire al Nômo Tanite il gran bronzo della Collezione Bosso.

Ad ogni modo, spero di non aver fatto cosa inutile col pubblicare una moneta che sembra assolutamente inedita fra la serie dei Nômi, e ch’è pregevole anche per la non comune inscrizione della parola ΝΟΜΟС, pregevole poi sopratutto per la straordinaria sua rarità, non avendosi notizia che di un altro solo esemplare, assai sciupato, il quale si conserva nel Gabinetto Numismatico del Museo Britannico, come risulta da una cortese comunicazione di quell’illustre Direttore Sig. Stuart Poole.

Ottobre 1893.

Solone Ambrosoli.


Note

  1. Tochon d’Annecy (J. F.), Recherches historiques et géographiques sur les médailles des nomes ou préfectures de l’Égypte. Paris, 1822.
    San Quintino (G. di), Descrizione delle medaglie dei Nomi ossia delle antiche provincie e città dell’Egitto, che si conservano nel R. Museo di Torino. Ivi, 1832.
    Birch (Samuel), Researches relative to the connection of the deities represented upon the coins of Egyptian Nomes with the Egyptian Pantheon (in: Numismatic Chronicle, vol. II). London, 1839-40.
    Lenormant (Ch.), Musée des antiquités égyptiennes. Paris, 1841.
    Parthey (G.), Die Gaumünzen Aegyptens (in: Beiträge zur älteren Münzkunde, herausgegeben von M. Pinder und J. Friedlaender, Band I). Berlin, 1851.
    Langlois (Victor), Numismatique des nomes d’Égypte sous l’administration romaine. Paris, 1852.
    Schledehaus (-V.), Aegyptische Nomos-Münzen (in: Münzstudien, herausgegeben von H. Grote, II). Leipzig, 18G2.
    Friedlaender (J.), (in: Berliner Blätter für Münz-, Siegel- und Wappenkunde), Berlin, 1868.
    Feuardent (F.), Monnaies des nomes ou préfectures de l’Égypte (in: Égypte ancienne, vol. II). Paris, 1873.
    De Rougé (V.te Jacques). Monnaies des nomes do l’Égypte (in: Revue numismatique, Nouv. sèrie, Tome XV). Paris, 1874.
    Idem, Description de quelques monnaies nouvelles des nomes d’Égypte (in: Annuaire de la Société française de Numismatique). Paris. 1882.
    Frœhner (W.), Le nome sur les monnaies d’Égypte (in: Ann. de la Soc. fr. de Num.). Paris, 1890.
    De Rougé (J.), Les personnages sur les monnaies des nomes (in: Ann. de la Soc. fr. de Num.). Paris, 1891.
  2. Il dio Horo assume forme svariatissime a seconda dei diversi culti locali, talché i Greci, imbarazzati da queste continue trasformazioni, lo assimilarono, talvolta a Marte, tal altra ad Apollo, ad Ercole, ad Anteo.
  3. De Rougé (J.), Monnaies des nomes, etc. (Rev. num., 1874), p. 48.
  4. Idem, op. cit., p. 42-44.
  5. Idem, op. cit., p. 44.