Della dissimulazione onesta/XIX. Del dissimular all'incontro dell'ingiusta potenzia

XIX. - Del dissimular all'incontro dell'ingiusta potenzia

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XIX.

Del dissimular all'incontro dell'ingiusta potenzia

Orrendi mostri son que’ potenti, che divorano la sostanza di chi lor soggiace; onde ciascuno, che sia in pericolo di tanta disaventura, non ha miglior mezzo di rimediar, che l’astenersi dalla pompa nella prosperitá, e dalle lagrime e da’ sospiri nella miseria; e non solo dico del nasconder i beni esterni, ma que’ dell’animo; onde la virtú, che si nasconde a tempo, vince se stessa, assicurando le sue ricchezze, poiché il tesoro della mente non ha men bisogno talora di star sepolto, che il tesoro delle cose mortali. Il capo che porta non meritate corone, ha sospetto d’ogni capo dove abita la sapienzia; e però spesso è [p. 167 modifica]virtú sopra virtú, il dissimular la virtú, non col velo del vizio, ma in non dimostrarne tutt’i raggi, per non offender la vista inferma dell’invidia e dell’altrui timore. Anche lo splendor della fortuna ha da esser cauto nel palesarsi, giá che, passando a dimostrazioni di soverchi arnesi e di oziosi ornamenti, oltre al distrugger il capital nelle spese, suol accender gran fuoco nella propria casa, destando gli occhi degl’ingordi a pretenderne parte, e forse il tutto. Ma piú dura è la fatica di dover pigliare abito allegro nella presenza de’ tiranni, che soglion metter in nota gli altrui sospiri, come di Domiziano disse Tacito: Praecipua sub Domitiano miseriarum pars erat videre et aspici, cum suspiria nostra subscriberentur, cum denotandis tot hominum palloribus sufficeret saevus ille vultus et rubor, a quo se contra pudore muniebat. Sí che non è permesso di sospirare, quando il tiranno non lascia respirare, e non è lecito di mostrarsi pallido, mentre il ferro va facendo vermiglia la terra con sangue innocente, e si niegano le lagrime che dalla benignitá della natura son date a’ miseri come propria dote, per formar l’onda che in cosí picciole stille suol portar via ogni grave noia e lasciar il cuor, se non sano, almen non tanto oppresso.