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Cino da Pistoia

XIV secolo D Indice:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu Letteratura Deh! quando rivedrò ’l dolce paese Intestazione 19 agosto 2016 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime (Cino da Pistoia)


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     Deh! quando rivedrò ’l dolce paese
Di Toscana gentile
Dove ’l bel fior si vede d’ogni mese,
E partirommi del regno servile,
Che anticamente prese5
Per ragion nome d’animal sì vile;
Ove a buon grado nullo ben si face,
Ove ogni senso e bugiardo e fallace
Senza riguardo di virtù si trova;
Però ch’è cosa nova10
Straniera e peregrina
Di così fatta gente Balduina,
     O sommo vate, quanto mal facesti
A venir qui: non t’era me’ morire
A Piettola colà dove nascesti?15
Quando la mosca per l’altre fuggire
In tal loco ponesti,
Ove ogni vespa doverrìa venire
A punger quei che su ne’ boschi stanno.

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Come scimia senza lingua vi stanno,20
Che non distinguon pregio o bene alcuno.
Riguarda ciascheduno,
Tutti a un par li vedi
De’ loro antichi vizi fatti eredi.
     O gente senz’alcuna cortesìa,25
La cui invidia punge
L’altrui valore e d’ogni ben s’oblia,
O vil malizia, a te però sta lunge
Di bella leggiadrìa
La penna ch’or Amor meco disgiunge.30
O suolo, suolo, voto di virtute,
Perchè trasformi e mute
La gentil tua natura,
Già bella e pura, del gran sangue altero?
Ti converrìa un Nero35
O Totila flagello,
Da poi ch’è in te costume rio e fello.
     Vera satira mia, va’ per lo mondo,
E di Napoli conta
Ch’ei ritien quel che ’l mar non vuole al fondo.40