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Cura, che furiando entro il mio seno

Antonio Maria Tommasi

C Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Cura, che furiando entro il mio seno Intestazione 30 giugno 2018 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Antonio Maria Tommasi


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II


Cura, che furiando entro il mio seno
     Fan del misero cuor sì rio governo,
     Lasciami in pace omai; riedi all’eterno
     Regno del pianto, o dammi tregua almeno.
5Ah pur mi rodi, ahi pur nuovo veleno
     Barbara a’ danni miei traggi d’Inferno!
     Nè per tempo o stanchezza, a quel ch’io scerno,
     Il tuo crudo rigor può venir meno.
Pera l’empia mia Sorte: ella ti tolse
     10D’Averno, che bambina, e ancor digiuma
     Eri di sangue, e in me nudrir ti volse;
Pera.... Ma che damnar cieca Fortuna?
     Pera il mio cuor; che stolto allor t’accolse
     Con mille vezzi, e non t’uccise in cuna.