Critone/Capitolo V

Capitolo V

../Capitolo IV ../Capitolo VI IncludiIntestazione 9 giugno 2009 100% Filosofia

Platone - Critone (IV secolo a.C.)
Traduzione dal greco di Francesco Acri (1925)
Capitolo V
Capitolo IV Capitolo VI

[p. 36 modifica]E poi, Socrate, non mi pare tu faccia bene a tradirti da te, potendoti salvare, e a procurarti quello che t’avrebbero procurato i tuoi nemici: e già te lo procurarono, poi che ti voglion morto1. E oltre a ciò, tradisci i tuoi figliuoli: perchè, potendoli nutricare tu e ammaestrare, li pianti e te ne parti abbandonandoli alla ventura; e incoglierà facilmente a loro quello ch’è solito agli orfani nella loro orfanezza. Senti, o non s’hanno a fare figliuoli, o, una volta fatti, bisogna che uno s’arrovelli la vita per camparli e tirarli su alla meglio. Ora tu, mi pare, vuoi prendere il partito più comodo. No, tu hai a fare quel che farebbe un uomo da bene e virtuoso; tu specialmente che dici non avere mai fatto altra cosa in tutt’i dì di tua vita, se non curare la virtù2. Mi si fa rossa la faccia, per te e per noi tuoi amici; chè mi pare sia avvenuto per una tale nostra viltà questo brutto fatto. [p. 37 modifica]Voglio dire: aver lasciato avviare la lite in tribunale, da poi che tu, potendo non comparirci, ci sei comparso; e averla lasciata andare come è andata; e in ultimo, di non aver saputo schivare cotesto scioglimento, che è come la parte giocosa, noi che non curammo di salvarti (e neanco tu poi), e potevamo assai bene: bastava ci fossimo dati un poco da fare3. Bada, Socrate, che questa cosa, oltre al danno, non faccia vergogna a te e a noi4. Su via, piglia un partito: che! non è più ora di pigliarlo, bisognava averlo già pigliato! Il partito è uno: stanotte sia tutto fatto; poco poco che s’indugi, la è finita, non si può più. Socrate, dammi retta: per carità non voler fare a tuo modo5.


Note

  1. Critone fa sfilare i suoi argomenti, d’una beata rudimentalità: «Puoi salvarti; ti uccidi da te se non ti salvi».
  2. L’altro argomento è metà patetico — la pietà pei figliuoli che abbandona — e metà morale: «Hai sempre predicato virtù; bella virtù aver messo al mondo dei figliuoli, e ora piantarli per la tua ostinazione di non voler fuggire».
  3. I custodi del carcere si sarebbero lasciati facilmente corrompere.
  4. Critone torna al suo primo pensiero: che vergogna non aver brigato per dare una buona piega al processo! e che enorme vergogna non adoprarsi ora, ad ogni costo, a far scampare Socrate! Che dirà mai la gente?
  5. Critone non comprende perchè Socrate non vuol fuggire; ma sente che non fuggirà. Per lui, è ostinazione, è stravaganza; ma sente che da quell’ostinazione, da quella stravaganza è ben difficile che Socrate si lasci rimuovere.