Coi Bersaglieri dell'Undicesimo Reggimento in guerra/Con Benito Mussolini nell’Alta Carnia e sul Carso

Con Benito Mussolini nell’Alta Carnia e sul Carso

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Coi Bersaglieri dell'Undicesimo Reggimento in guerra Bordaglia Alta
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Con Benito Mussolini
nell’Alta Carnia e sul Carso.


Il 17 marzo 1916, uscito dalla fabbrica degli Ufficiali di Modena, raggiunsi il Deposito dell'11° Reggimento Bersaglieri ad Ancona.

Eravamo quindici aspiranti che serbavamo ancora, nonostante la sfibrante vita di Modena, gli entusiasmi goliardici e la fede più pura.

Appena giunti ad Ancona il tenente colonnello Pacileo, comandante il Deposito, ci dètte la consolante notizia che si sarebbe immediatamente partiti per il fronte.

Ognuno di noi si affrettò a ultimare i bagagli e a telegrafare alle proprie famiglie.

Il giorno dopo partimmo diretti a Pinzano al Tagliamento. Dopo una breve fermata a Venezia per [p. 12 modifica]salutare la Regina dell’Adriatico, sempre incantevole anche nella bardatura di guerra, e dopo aver pernottato a Casarza della Delizia su un vagone ferroviario, giungemmo a Pinzano il giorno 24.

Ci fu detto essere arrivato un Battaglione di Bersaglieri, il 39°, proveniente dalla Conca di Plezzo, e ci presentammo al Comando.

Il capitano Vozzi si meravigliò del nostro arrivo, non avendo ricevuto nessuna comunicazione. Ci accolse con cordialità bersaglieresca, e la sera ci presentò agli ufficiali del Battaglione riuniti a mensa.

Nella serata giunse l’ordine che quattro di noi fossero fatti proseguire per l’Alta Carnia, perchè assegnati al 33° Battaglione Bersaglieri.

I prescelti furono, oltre lo scrivente, gli aspiranti ufficiali: Agostini, Zaccagni, Di Giacomo.

Per la via di Gemona, Villa Santina, Rigolato, ci avviammo a destinazione. A Forni Avoltri vi era il Comando del Battaglione.

Lì trovai un gruppo di Bersaglieri che tornavano dalla licenza, e mi fu comandato di guidare il drappello.

Ci mettemmo al seguito della colonna dei muli che portavano i viveri. [p. 13 modifica]

Fu allora, che, con mia grande sorpresa e con viva gioia, trovai fra i graduati il caporale Benito Mussolini, il battagliero direttore del Popolo d’Italia, insieme all’amico Oreste Reali.

Durante le tre ore di marcia, lungo una mulattiera che attraversava una folta abetina, avemmo modo di conversare, e Mussolini mi fornì di notizie circa la nuova Compagnia che andavo a raggiungere. Seppi che era la 5a Compagnia del 33° Battaglione, la quale trovavasi dislocata in posizione sul Monte Navajust e la comandava il simpatico capitano Mozzoni.

Per la prima volta mi trovavo fra le nevi delle Alpi, e l’ascesa mi fu oltremodo faticosa. Attraversammo la valle di Forni Avoltri in mezzo ad un folto bosco d’abeti, e verso sera giungemmo al baraccamento del Navajust.

Il capitano Mozzoni e il tenente Raggi, amici di Mussolini, ci accolsero festosamente. Di poi, Mussolini e Reali andarono a raggiungere il 1° plotone della Compagnia, dov’erano in forza, ricoverato in una baracca di legno insieme ai Bersaglieri del 10° Ciclisti.

Io, stanco morto, mi rifugiai nel baracchino dei mitraglieri, e introdottomi in un sacco a pelo mi addormentai profondamente.


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Un amico del Duce.

Il tenente Zaccagni, volontario di guerra.



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Il capitano Adolfo Mozzoni

comandante la 5a Compagnia dell'11° Bersaglieri.