Ciceruacchio e Don Pirlone/Documenti/XXVI

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Documento N. XXVI. 1

N. 2791 Seg. Gen.

Illustrissimo signore signor padrone colendissimo,

Sono giunte oggi le colonne mobili di Bologna, Lugo, Cento, ecc. ed aumentano in tal maniera non solo i pensieri degli alloggi e del pagamento dei soldi, ma si rendono più angustiose le circostanze di questa città, poiché l’entusiasmo dei molti inclinerebbe ad attaccare la fortezza, mal soffrendo l’indugio col quale si spera di poter ottenere senza conflitti la sua dedizione. Quanto alle caserme, nella scorsa notte gli Austriaci hanno abbandonata quella di S. Benedetto, e questa mattina ho potuto subito farla occupare, perchè al comparire di un distaccamento di Svizzeri, il picchetto tedesco che la guardava si è immediatamente ritirato. Riguardo ai soldi ho dovuto ritirare dalla Cassa camerale intanto scudi 3000 ed ho avvertito monsignor Ministro delle finanze del passo fatto, e della necessità in cui sarò di valermi di altre somme. Pel pagamento di questi soldi ho incaricato la Magistratura comunale, fissando un regolamento, in virtù del quale il comandante di ogni colonna mobile deve presentarsi al Comando di piazza pontificia per esibire la situazione graduale della forza per essera verificata e vidimata; dopo di che la Magistratura stessa rilascia l’ordine giornaliero per il pagamento della somma. Sulla misura di questo soldo, sempre in via provvisoria, ho dovuto attenermi a quanto mi ha comunicato l’Eminentissimo Legato di Bologna avere egli praticato per la colonna marciata a Castel Franco, e per i giorni di marcia per quella già inviata, e cioè:

per i comuni bajocchi 20
per i caporali » 25
per i sergenti » 30
per i sergenti maggiori » 35

per l’ufficialità il trattamento della truppa assoldata.

[p. 476 modifica] Non saprei precisare ora il numero delle guardie e dei volontari, perchè in ogni momento ne giungono dei nuovi, e si può appena aver tempo di pensare al loro alloggio e al pagamento del soldo, onde abbiano la maniera di provvedersi il vitto, per il quale ho dato ogni opportuna disposizione onde i pubblici spacci e le osterie siano a dovizia provveduti dell’occorrente. Questa sera si radunano presso il colonnello comand. Zuccari, Comandante la 3° divisione militare i comandanti di diversi corpi per combinare ogni opportuna disposizione, per conservare l’ordine e la disciplina. Sarà certamente utile la misura di mandarne buona parte ai confini, e forse converrà avviarveli, prima dell’epoca fissata dalla circolare 24 corrente, per andare di poi sotto gli ordini del generale Ferrari.

Una lettera privata venuta oggi da Vicenza porterebbe la notizia che gli Austriaci si ritirano da Verona, e che il Vicerè rimarrà in quella città fino a che gli Austriaci avranno evacuata l’Italia, e saranno rientrati in Italia i reggimenti italiani che sono in Austria. Dalla parte di Mantova poi si viene a conoscere che le cose hanno variato unicamente nell’essersi accordate le guardie civiche, le quali farebbero il servizio misto colla linea. Altri dicono che la città sia già in potere del popolo ed in trattativa per la cessione del forte. Niente di positivo, però. Se avrò su questo argomento prove certe di un cambiamento, mi varrò anche di un mezzo straordinario per darne l’annuncio. Intanto passo a protestarmi con distint’ossequio,

Di V. S. Ill.ma

Ferrara, 27 marzo 1848.


Devotissimo servitore
L. Cardinale Ciacchi.

Signor Ministro dell’interno, Roma.


Note

  1. Dalle Buste della miscellanea politica ecc. Busta 23, Copertina 111.