Cento vedute di Firenze antica/Vedute/XXI - XXX

Vedute XXI - XXX

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XXI.

Porta della Giustizia, costrutta nel 1320 e detta della Giustizia perchè metteva a un prato dove si giustiziava. Nel panorama n. X vi si vede infatti un patibolo. Fu chiusa da Alessandro de’ Medici I Duca nel 1532 per costruirvi di contro un baluardo. Presentava qualche analogia col Torrino prossimo a Porta al Prato. Demolita nel 1868.

Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno al lapis di Torello Moricci (1840). [p. 72 modifica] [p. 73 modifica] [p. 74 modifica] [p. 75 modifica]

XXII.

Porta alla Croce, fondata nel 1284 e detta alla Croce per la vicinanza d’una croce che si presumeva eretta sul posto dove san Miniato aveva sofferto il martirio. Fu abbassata e modificata per l’apposizione delle cannoniere da Antonio da Sangallo nel 1526, e la lunetta fu frescata da Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. I due portici laterali, aggiunti dall’architetto Paolo Veraci nel 1817, furono demoliti con isolamento della porta nel 1868. In fondo, nell’illustrazione, si veggono la Porta della Giustizia, la torre «della Zecca» e S. Miniato al Monte.

Raccolta topografica degli Uffizi. — Incisione di G. Gherardi (1826).




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XXIII.

Porta a Pinti, edificata nel 1284, detta (secondo alcuni) a Pinti per corruzione del nome dei Pentiti, abitatori d’un prossimo convento. Aveva nella lunetta interna un affresco ritenuto di Bernardo Daddi e sorgeva dove oggi è il Piazzale Donatello, presso il Cimitero inglese e di contro a via di Pinti. Fu demolita nel 1868.

Raccolta Cappugi nella Biblioteca Nazionale. — Disegno a penna e bistro di G. Gherardi.




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XXIV.

Porta a Pinti (vedi tav. XXIII). In fondo si vede il Torrino del Maglio (vedi tav. XXV).

Raccolta topografica degli Uffizi. — Incisione di Giuseppe Gherardi. [p. 84 modifica] [p. 85 modifica] [p. 86 modifica] [p. 87 modifica]

XXV.

Torrino del Maglio, singolare per la sua forma piramidale, eretto nel 1634. Non era che uno sfiatatoio del condotto reale delle acque derivate da Pratolino, e sorgeva dove oggi è il viale Principe Amedeo proprio di fronte a via del Maglio oggi via Lamarmora. Fu raso al suolo nel 1868.

Raccolta Cappugi nella Biblioteca Nazionale. — Acquerello, a colori, di D. Vaschetti. [p. 88 modifica] [p. 89 modifica] [p. 90 modifica] [p. 91 modifica]

XXVI.


Fortezza da basso, fatta edificare, a cominciare dal 1534, da Alessandro de’ Medici I Duca. Dall’angolo del primo baluardo è stato levato lo scudo o stemma, scolpito da Raffaello da Montelupo; è stata aperta una grande porta nella cortina successiva e chiusa, all’incontro, la elegante loggetta del torrione bugnato e la cannoniera di quest’ultimo.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna d’E. Burci.

XXVII.


Le Stinche, carceri che la Repubblica fiorentina fece cominciare nel 1301 sopra un terreno degli Alberti esiliati. Presero quel nome dai loro primi ospiti, i quali furono gli abitanti del castello delle Stinche in Val di Greve, fatti prigionieri dai Fiorentini nel 1304. Occupavano l’area inclusa nelle vie del Diluvio (oggi Giuseppe Verdi), Ghibellina, del Mercatino e della Vigna Vecchia, dove oggi si trovano il Teatro Verdi già Pagliano, la Società Filarmonica ecc., e furono in parte distrutte, in parte trasformate fra il 1833 e il 1839. — La veduta è presa da via Ghibellina e guarda l’angolo formato appunto dalla continuazione d’essa e da via del Diluvio. In fondo al muro si vede di scorcio il tabernacolo del Mercatino e, poco avanti, l’antica porta corrispondente all’attuale della Società Filarmonica, di fronte alla quale, internamente, rimane l’affresco riprodotto in parte alla tav. I.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna d’E. Burci. [p. 92 modifica] [p. 93 modifica]
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XXVIII.

Mura da Porta al Prato alla Fortezza da basso, interamente demolite nel 1868. Il bastione di rinforzo, a destra, e la bertesca a modiglioni ed archetti corrispondevano circa al luogo ora fronteggiato dalle ville Barbèra e Grottanelli. Tranne, naturalmente, il profilo dei colli e quello della Fortezza, oggi tutto è mutato.

Raccolta Cappugi nella Biblioteca Nazionale. — Litografia di Pietro Massai, del primo terzo del sec. XIX. [p. 96 modifica] [p. 97 modifica] [p. 98 modifica] [p. 99 modifica]

XXIX.

Porta al Prato, cominciata a costruire nel 1284 e detta al Prato pel vasto campo, di fronte al quale sorgeva, e che si estendeva a sud sino alle mura che tenevano la linea dell'attuale via Montebello. Nel 1526 fu abbassata, munita di cannoniere e coperta di tettoia. La lunetta interna fu frescata da Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. Nel 1869 fu isolata e furono levati i pilastri di mezzo che reggevano la tettoia nei lati lunghi. In fondo si vede il torrino che sorgeva nell'angolo formato dalle mura di ponente e da quelle di sud, torrino che sorge ancora di fronte a via Montebello.

Raccolta topografica degli Uffizi. — Incisione di G. Gherardi. [p. 100 modifica] [p. 101 modifica] [p. 102 modifica] [p. 103 modifica]

XXX.


Porticciuola al Prato, aperta nel sec. XIV per comodo delle mulina attigue, fatte costrurre dai Padri Umiliati. Sorgeva di contro alla via che oggi, trasformata, ha nome di via Curtatone, e fu demolita nel 1856. Così fu sacrificata la vicina Vagaloggia per far posto al prolungamento e alla sistemazione del Lungarno Vespucci. Era uno dei punti più pittoreschi delle mura di Firenze e prediletto dagli artisti. Se ne trovano infatti molte riproduzioni.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Acquerello di Giovanni Silvestri (1830). [p. 104 modifica] [p. 105 modifica] [p. 106 modifica]