Carlo Darwin/Introduzione

Introduzione

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Carlo Darwin I


È detto comune che il giudizio dei contemporanei intorno al valore di quegli uomini che si innalzano per ingegno, per virtù o per azioni generose sul livello medio della loro epoca, e che talora l’avanzano e precedono di gran lunga, debba peccare per parzialità di passioni e per insufficienza di criterii. Certo, manca spesso a tale giudizio quella speciale rigidità e quasi freddezza, che la storia dei progressi e delle scoperte dello spirito umano deve imporre a sé medesima per non restar vinta dall’entusiasmo e sopraffatta dalla venerazione. Ma oggi, in tanto sviluppo della critica, in tanta luce che inonda ogni più remota piega del nostro vivere civile, oggi specialmente la rapidità e molteplicità delle nostre vittorie sulla natura provoca pure un più rapido e numeroso avvicendarsi di dottrine e di persone nell’agone tumultuoso della civiltà umana; e i nostri giudizii sugli uomini di pensiero e di azione si risentono di questa fretta e di questa, dirò così, agevolezza generale nel progredire. Oggi è più difficile che una distinta individualità resti ignorata o nascosta, come avveniva per il passato; chè, se vi hanno uomini il cui nome non sopravvive alle loro opere, altri pure ne vediamo di quando in quando, la grandezza dei quali, già riconosciuta da tutti durante la vita, appare anche più evidente quando si abbia l’immensa sventura di perderli. E di questi fu il Darwin.

Da circa ventidue anni il nome di Carlo Darwin era divenuto così familiare a quanti si interessano alle più elevate e nobili questioni poste a se stessa dalla coscienza umana, che ora la sua morte ha avuto un effetto solo: quello di far conoscere nello scienziato l’uomo e di spiegarne l’opera e l’influenza immensa per il carattere superiore della individualità psichica.

La perdita del Darwin è irreparabile, ma era purtroppo prevista da molto tempo. Non si rinnovano impunemente le basi di tutto il sapere umano, né si spende tutta l’energia, di cui può essere dotato un cervello d’uomo, nel rovesciare un edificio secolare: da lunghi anni la salute del Darwin era compromessa, ed ogni sua pubblicazione ci rendea trepidanti pel timore che essa già non fosse l’ultimo sprazzo luminoso di quella mente elevatissima. Ma mentre l’uomo paga alla natura il tributo della morte, l’opera resta e si tramanderà imperitura alle più lontane generazioni: chè, per quanto essa possa subire in avvenire gli attacchi del tempo e riformarsi davanti a nuove conquiste della scienza, pure tutti siam d’accordo nel riconoscere che nessuna rivoluzione avvenne mai nel dominio più nobile ed alto dell’attività umana, nessuna specialmente cangiò in modo così profondo gli ideali del pensiero, come questa cui avemmo l’onore di assistere e di prender parte e alla quale rimarrà indissolubilmente legato il nome di Carlo Darwin.

Discorrere del Darwin sulle pagine di una Rivista, che ha lo scopo principalissimo di giovare alla diffusione delle dottrine evoluzionistiche in Italia, è più che utile, doveroso, e noi lo faremo ripetutamente e diffusamente, illustrando sotto tutti gli aspetti l’opera dell’insigne filosofo e naturalista, e mostrandone l’influenza enorme, rinnovatrice, vitalissima su tutte le scienze1. Io mi propongo intanto in questo primo articolo di narrarne brevemente la vita e di farne conoscere le opere dal punto di vista puramente scientifico, mettendo anche in rilievo come nel pensatore l’intelligenza profonda si contemperasse col nobile carattere, poiché mi sembra che sotto questo duplice, ma inscindibile aspetto, Carlo Darwin non sia stato ancora fra noi abbastanza apprezzato. Però chi studia con attenzione il come e il perché fu dato a lui di compiere finalmente nelle scienze biologiche quella rivoluzione che già da due secoli Galileo Galilei avea compiuto nelle scienze fisiche, si convince facilmente che non è possibile spiegarne l’opera immortale se si distingue l’uomo dallo scienziato.


Note

  1. La Rivista pubblicherà nei numeri venturi una serie d’articoli sul darwinismo considerato com’elemento di rinnovazione di tutte le scienze. Promettiamo fin d’ora articoli del Canestrini sulla biologia, del Morselli sull’antropologia, del Buccola sulla psicologia, del Romiti sull’embriologia, del Sergi sull’etnologia e sulla morale, del De Dominicis sulla scienza dell’educazione, del Boccardo e del Loria sulle scienze sociali, del Ferri E. sulle scienze giuridiche, del Trezza sulla filologia e le lettere, del Marinelli sulla geografia. Questi articoli riuniti assieme formeranno un volume col titolo Carlo Darwin e il Darwinismo nelle scienze biologiche e morali.