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Anno 143

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Anno di Cristo CXLIII. Indizione XI.
PIO papa 2.
ANTONINO PIO imperadore 6.
Consoli

CAJO BELLICIO TORQUATO e TIBERIO CLAUDIO ATTICO ERODE.

Il secondo console, cioè Attico Erode, fu uno dei celebri personaggi del suo tempo, e trovasi commendato assaissimo da Aulo Gellio1093 e da Filostrato1094. Si racconta di Attico suo padre, cittadino di Atene, che avendo trovato un gran tesoro, ne scrisse al buon imperadore Nerva, per sapere che ne avesse da fare. La risposta fu, che ne usasse come voleva. Tuttavia temendo egli un dì qualche avania dal fisco, gli tornò a scrivere, come non osando di valersi di tal grazia; e Nerva gli replicò che si servisse di ciò che la fortuna gli avea donato, perchè era cosa sua. Divenne molto più ricco il figliuolo Erode, ma con impiegar in bene le sue ricchezze, con aiutare un gran numero di persone bisognose. La eccellenza sua consisteva nell’eloquenza, in cui forse allora non ebbe pari. Avea esercitati vari governi, e poi fu scelto da Antonino per maestro de’ suoi due figliuoli adottivi, cioè di Marco Aurelio e di Lucio Vero, affinchè loro insegnasse la eloquenza greca. Accomodando il padre Pagi le azioni degli Augusti1095 alle regole da sè stabilite, immagina che in quest’anno Antonino Pio celebrasse i quinquennali del suo imperio. Ma di ciò niun [p. 497 modifica]vestigio ci somministra la storia, e nè pur le medaglie, le quali, perchè non esprimono i diversi anni della podestà tribunizia, non ci conducono a discernere i precisi tempi delle opere e degli avvenimenti di questi tempi. Per altro nè pure Antonino Pio lasciò privo il popolo romano de’ tanto sospirati spettacoli. Abbiamo da Capitolino1096, ch’egli ne diede più volte, facendo comparire in essi degli elefanti, delle corocotte, delle tigri, e insin de’ coccodrilli, e de’ cavalli marini ed altri ammali stranieri, fatti venire da tutte le parti della terra. E in un dì solo cento lioni si fecero entrar nell’anfiteatro, e se ne fece la caccia.