Aminta/All'Ill. mo et Ecc. mo sig. il sig. don Ferrando Gonzaga

Aldo Manuzio il giovane

All'Ill. mo et Ecc. mo sig. il sig. don Ferrando Gonzaga ../A' lettori IncludiIntestazione 25 luglio 2011 100% Letteratura

All'Ill. mo et Ecc. mo sig. il sig. don Ferrando Gonzaga
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ALL’ ILL. MO ET ECC. MO SIG.


IL SIG.


DON FERRANDO


GONZAGA,


PRINCIPE DI MALFETTA,


sig. di gvastalla, etc.


QVesto raro parto del maraviglioso ingegno del Sign. Torquato Tasso, essendo da tutti coloro, che prendono diletto della vaghezza delle poesie, bramato [p. 4 modifica]senza fine, non meno di quel, che facciano tutte l’altre sue cose, anzi forse via più, sì come quello, che delle sue mani ne’ suoi tempi migliori uscì più maturato, non dovea star celato presso à me, non senza grave ingiuria della gloria del suo Auttore, & con non lieve offesa di coloro, che, come già s’è detto, tuttavia l’aspettano. Dovendo io dunque adornar le stampe di opra così leggiadra, era conveniente, ch’io adornassi anch’essa del gran nome di V.Eccell. la quale, se il Sig. Torquato fosse nello stato, nel quale già [p. 5 modifica]tempo era non meno invidiato, che al presente sia compassionato, sarebbe veramente degno, & singolar soggetto de’ suoi incomparabili versi. Hora, havendo eletta la Persona sua, per honorar questa opera, per se nobile, & grande, se si riguarda alla sua bellezza, & alla fama dell’Auttore, che la compose, ma, se si riguarda à me, picciola, & bassa, poiche non le dono cosa alcuna di mio: non ho voluto, seguendo il costume, che osservano gli altri in simili occasioni, entrar nel largo mare delle sue lodi. perche poco [p. 6 modifica]dicendone, defraudava i suoi meriti, et dicendone quanto si conviene alla loro grandezza, io era astretto à tesserne un volume, che eccedea di gran lunga la brevità dell’opera, ch’io le appresento: & cosi ne riusciva una sproportione tra essa, & l’opera. S’io mi metteva poi à celebrar l’antichità, et la grandezza della sua Famiglia, & tanti Duchi, tanti Cardinali, et tanti Capitani di guerra, che l’han renduta illustre in tutto il Mondo, io tentava un’impresa ampia, & larga ad un ristretto libro, non che à [p. 7 modifica]picciola lettera, come fa di mestieri che sia questa. Solamente i governi, et le guerre del suo grandissimo Avolo, sopra la cui fede, e sopra il cui valore Carlo Qvinto, già Imperador senza alcun paragone, solea ripor la sicurtà, e l’honore di tutte le sue Imprese, e di tutti i suoi Stati, sarebbono bastanti ad ordir una lunga, e grande Historia. Se ’l sommo Iddio non chiamava à se il Padre dell’Eccellenza Vostra cosi per tempo, ben poteva sperar l’Italia di vederlo tosto salito nella medesima grandezza; si come [p. 8 modifica]ragionevolmente confida di dover vedere l’illustrissimo Signor Ottavio, Zio dell’Eccell. V. e chiaro lume della militia del Re Catolico. Nè minor fatica, nè minor tempo si ricercava, per lodar gli altri suoi Zij; quelli dico, che non men nella pace, che questi altri frà l’arme hanno giovato, e tuttavolta giovano alla Christiana Republica. Ammira la Chiesa, e il santo Pontefice, la prudenza, il consiglio, la religione, et la santità del Cardinal Borromeo, e del Cardinal Gonzaga. Mantova se ne vanta: Milano se ne gloria: tutta l’ [p. 9 modifica]Italia gioisce: & tutta la Christianità ne prende essempio. A me dunque non pareva possibile di poter ristringere in si picciolo spatio le famose attioni di si Eccellenti Principi. Mi pareva anco di offendere l’Eccell. V. s’io volea tanto stendermi per gli meriti de’ suoi maggiori: poi ch’io haveva cosi gran campo di parlar di Lei sola, la quale à pena stima sue lodi quelle, ch’ella da se medesima non s’acquista senza l’aiuto altrui, e nella qual risplendono tutte quelle virtù, che convengono à Principe sceso di si alto sangue: anzi [p. 10 modifica]tutte quelle, che i suoi maggiori hebbero, & al presente hà ciascun da se stesso, si trovano in Lei sola con harmonia bellissima raccolte; e, di gran lunga avvanzando la sua età, la sanno riguardevole à tutta la Christianità. Et, à parlar di Lei, à Lei scrivendo, non mi pareva luogo accommodato; sapendo io, che la V. Eccell. quanto ama l’operar magnanimamente, tanto ancora schiva d’udir con proprie orecchie i meriti suoi, per non mostrar di assentire à gli adulatori. Et questo appunto appunto è quel, che la fà molto più degna d’essere- [p. 11 modifica]essaltata di lontano. Questi rispetti adunque mi hanno fatto tralasciare il ragionamento, ch’io havrei potuto fare e di Lei stessa, e de’ suoi maggiori; e per hora procacciarmi la sua gratia, col farle dono delle cose di un così celebrato Poeta, come è il Sig. Torquato Tasso: maggior tempo aspettando, e miglior occasione per fare il rimanente, si come io desidero. Cominci la V. Eccell. à lasciarsi riverire, et honorare dalle penne altrui; e con lieto volto gradisca questo primo pegno della divotione, e [p. 12 modifica]servitù mia, il qual con tutto il cuore io le dedico, e dono.

Di Vinetia, a’ XX. di Dicembre, M. D. XXC.



Di V. Eccell.



Ser. affettionatiss.