Sonetto XXIV

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XXIII XXV
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SONETTO XXIV.


 
    Il metterete voi, ditel di grazia,
Dietro o dinanzi, io lo vorrei sapere?
Perche farovvi forse dispiacere
4Se nel culo vel lo caccio per disgrazia?

    Madonna no, anzi la potta sazia
Il cazzo sì che v’ha più piacere,
Ma quel che faccio il fò per non parere
8Un coglione all’antica, verbi gratia.

    Ma già ch’il cazzo in cul tutto volete
All’usanza de grandi, io son contento
11Che facciate del mio ciò che volete.

    Pigliatel con le man, mettetel dentro,
Che tant’utile al corpo sentirete,
14Quant’un ch’abbia gran mal dall’argomento.

                    Ond’io tal gaudio sento
A sentire il mio cazzo in culo a voi,
    17Ch’io muojo, or moriam dunque tutti doi.