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Crystal Clear app kdict.png  Le cento novelle antiche 100 percents.svg  di Anonimo (XIII secolo)

Questo libro tratta d’alquanti fiori di parlare, di belle cortesie e di be’ risposi e di belle valentie e doni, secondo che per lo tempo passato hanno fatto molti valenti uomini.

NOVELLA I.

Quando lo nostro signore Gesù Cristo parlava umanamente con noi, infra l’altre sue parole, ne disse che dell’abbondanza del cuore parla la lingua. Voi ch’avete i cuori gentili e nobili infra li altri, acconciate le vostre menti e le vostre parole nel piacere d’Iddio, parlando, onorando e temendo e laudando quel signore nostro, che n’amò prima che elli ne criasse, e prima che noi medesimi ci amassimo. E se in alcuna parte, non dispiacendo a lui, si può parlare, per rallegrare il corpo e sovvenire e sostentare, facciasi con più onestade e con più cortesia che fare si puote. Et acciocchè li nobili e gentili sono nel parlare e nell’opere quasi com’uno specchio appo i minori, acciocchè il loro parlare è più gradito, perocchè esce di più dilicato stormento, facciamo qui memoria d’alquanti fiori di parlare, di belle cortesie e di belli risposi e di belle valentie, di belli donari e di belli amori, secondo che per lo tempo passato hanno fatto già molti.


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