Sonetto XXIII

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XXII XXIV
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SONETTO XXIII.


 
    Questo è pur un bel cazzo lungo e grosso,
Se m’ami, o caro, lasciamel vedere,
Vogliam provare s’io saprò tenere
4Questo cazzo in la potta, or monta adosso.

    Come s’io el vo provar? Come s’io posso?
Piuttosto questo che mangiare e bere,
Ma s’io vel metto poi stando a sedere,
8Farovvi mal...? Quest’è il pensier del Rosso.

    Gettati dunque in letto, e nello spazzo
Sopra di me, che se Marforio fosse,
11O un gigante di bronzo avrei solazzo.

    Perche mi tocchi le midolla e l’osse
Con questo tuo si venerabil cazzo,
14Che guarisce le potte della tosse.

                    Aprite ben le coscie,
Che potrem delle donne aver vedute
17Meglio vestite, ma non fottute.