Capitolo XLII

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Gaio Sallustio Crispo - Il Catilinario (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Bartolomeo da San Concordio (XIV secolo)
Capitolo XLII
XLI XLIII
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CAPITOLO XLII.


Come li presi furono puniti

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Poichè il senato, secondo ch’io dissi, s’accordò nella sentenzia di Catone1 il consolo, pensando che fosse il meglio sbrigarsene quella prossima notte2, acciocchè in questo mezzo non apparisse novità, comandò a soprastanti3 ch’apparecchiassono quelle cose, ch’egli volea, per gua-

[p. 63 modifica]stargli4; e egli con diligenti e ordinate guardie menò Lentulo nella prigione: quel medesimo fu fatto degli altri dalli pretori. Nella prigione è un luogo, che si chiamava Tulliano, salendo un poco da man manca, e poi è cavato sotterra da XII piedi, e niente meno da ogni parte murato. E quivi è poi una camera fatta ad arcora5 e a volte di pietra, oscura, di tenebre e di mala puzza ripiena, e a vederla è un orrore. In quello luogo poichè fu messo Lentulo, li vendicatori e punitori de’ malificii6 capitali, mettendogli una fune al collo, lo strangolarono7. E io questo modo quegli essendo patrizio (a)8, uomo della gentil casa de’ Cornelii, il quale avea avuto in Roma la signoria consolare, secondo che si convenia a suoi costumi e alli suoi fatti, fece degna fine. Cetego, Statilio, Gabinio e Cepario furono guasti in quel medesimo modo.

Note

    direbbe Pietro e Giovanni sono di altra indole, volendo significare che son d’indole differente; nè si direbbe che un uomo è stato spogliato da altri assassini, senza qualificare lui stesso per assassino. Laonde, non avendo qui frate Bartolommeo mai dello avanti di alcun modo che l’uno o l’altro avesse tenuto, avrebbe dovuto dire diverso, differente, e non altro modo.

  1. s’accordò nella sentenzia di Catone) Accordarsi a una cosa è registrato nel Vocabolario per convenire, concordare ma non accordarsi in una cosa, come leggesi in questo luogo; e, tuttochè ambedue i nostri codici avevano si accordò alla sentenza, pure non abbiam creduto di dover mutare, imperocchè ci pare egualmente bello questo modo del testo a stampa: nè incontrasi nel Vocabolario.
  2. ’fosse il meglio sbrigarsene quella prossima notte: cioè fosse la miglior cosa, il miglior partito ec. E vogliamo ancora qui aggiungere che sbrigarsi qui sta per uscir di briga, levarsi d’intorno briga o fastidio, o checchessia che faccia pensare; se non che a noi pare che abbia non poco del familiare, nè possa lodevolmente usarsi nello stil nobile e grave.
  3. comandò a’ soprastanti ec.) Qui il latino ha triumviros; e vuoisi intendere di quei tre magistrati inferiori istituiti in Roma a giudicar gli affari criminali, e che facevano giustiziare colo-
  4. guastare qui sta per giustiziare; ma oggi in questo senso non è da usare.
  5. e quivi è una camera fatta ad arcora) Anticamente si usò di dare a’ nomi un accrescimento al plurale, facendoli uscire in a; il che oggi solo è rimaso a’ due dono e tempo, che, quando significano, il primo quei doni che si danno alla sposa per occasione del matrimonio, e il secondo le vigilie delle quattro tempora, fanno al plurale donora e tempora.
  6. malificio, che meglio scrivesi maleficio, è lo stesso che delitto: ma oggi si vuol esser cauti in adoperar queste voci.
  7. Strangolare vai propriamente uccidere altrui soffocando, strozzare.
  8. (cioè grande curatore e officiale del comune)