Vite dei filosofi/Libro Secondo/Vita di Euclide

Libro Secondo - Vita di Euclide

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Diogene Laerzio - Vite dei filosofi (III secolo)
Traduzione dal greco di Luigi Lechi (1842)
Libro Secondo - Vita di Euclide
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CAPO X.


Euclide.


I. Euclide fu da Megara presso l’istmo, o vero, secondo alcuni, geloo, come dice Alessandro nelle Successioni. — Egli si esercitò anche nelle dottrine parmenidee, e da lui ebbero nome I Dialettici; i quali Dionisio cartaginese così primamente appellò, dal loro modo di disporre il discorso a domande e risposte. — Presso lui, dice Ermodoro, si recarono, dopo la morte di Socrate, Platone e gli altri filosofi per timore dell’atrocità de’ tiranni.

II. Dimostrava uno essere il buono ([testo greco]) chiamato con molti nomi: poichè ora lo si appellava prudenza, or Dio, or mente, eccetera. — Toglieva di mezzo le cose contrarie al buono, affermando che non esistono. — Poneva le dimostrazioni non nelle proposizioni, ma nelle conclusioni. — E toglieva l’argomento per via di paragoni, dicendo constare o di simili o di dissimili: se di simili, intorno a questi, piuttosto che ai loro simili, è da aggirarsi; se di dissimili, il paragone esservi di più. — Per queste cose adunque, e sul conto suo, così si espresse Timone, mordendolo cogli altri socratici: [p. 156 modifica]

     Ma non io di cotesti chiacchieroni
     Mi curo già, nè d’altri; o di Fedone,
     Qual ch’ei pur siasi, o del disputatore
     Euclide, che gettò tra’ Megaresi
     Del disputar la rabbia.

III. Scrisse sei dialoghi: LampriaEschineFeniceCritoneAlcibiadeL’Amoroso

IV. Della successione di Euclide è pure Eubolide milesio, il quale nella dialettica inventò molte maniere di argomenti sillogistici, il Mentitore, l’Ingannatore, l’Elettra, il Velato, l’Acervo, il Cornuto, il Calvo. Su di che un qualche comico disse;

     L’ingiurioso Eubolide, col suo
     Cornuto argomentare e con bugiardi
     Fastosi detti, i retori aggirando
     Se ne già, di Demostene la facile
     Loquacitade avendo.

Poichè sembra che suo uditore fosse anche Demostene, e dismettesse la difficoltà che aveva di pronunciare l’R. Eubolide dissentiva anche da Aristotele, e di parecchie cose lo accusò.

V. Fra gli altri che sono della successione di Eubolide, fa Alessino da Elea, uomo del disputare amicissimo. Il perchè fu anche soprannomato Elessino (correggitore). Era in particolar modo avverso a Zenone. — Racconta Ermippo, che ito da Elide in Olimpia, quivi si era posto a filosofare; che i suoi discepoli interrogandolo perchè dimorasse colà, avea [p. 157 modifica]risposto, volere instituire una setta che chiamerebbe Olimpica; ma che, stremi essi di provvigioni e affievoliti pel paese malsano, se n’andarono, rimanendo dopo il diserto Alessino con un unico servo; che finalmente nuotando nell’Alfeo era stato punto da una canna ed avea per tal modo finito. — Nostro per lui è l’epigramma che dice così:

     Certo non era patto quel racconto
     Che un infelice in qualche modo un piede
     Si traforaste con un chiodo a nuoto!
     Perocchè prima di passar l’Alfeo
     Anco Alessino, il venerabil uomo,
     Mori trafitto da una canna un giorno.

Non solo contro Zenone e contro Eforo lo storiografo, ma scrisse anche altri libri.

VI. Da Eubulide derivò pure Eufanto olintio, il quale scrisse la storia del suo tempo. Compose più tragedie, assai celebrate ne’ concorsi. Fu precettore di re Antigono, pel quale scrisse anche un trattato dell’autorità regia, assai lodato. Terminò in vecchiezza la vita.

VII. V’ebbero altri discepoli di Euclide, tra i quali anche Apollonio Cronos, (tempo); e di costui Diodoro figlio di Amenia, parimente soprannomato Cronos; intorno a che dice Callimaco negli epigrammi:

                — Lo stesso Momo
     Scrisse ne’ muri che sapiente i Cronos.

Era pur esso dialettico, ed è opinione di alcuni che primo rinvenisse il modo di argomentare Nascosto e [p. 158 modifica]Cornuto. — Dimorando presso Tolomeo Sotere, fu, non so con quali argomentazioni dialettiche, interrogato da Stilpone; e non potendo, in su due piedi sciorle, e pel altre cose rimprocciato dal re, udì fra gli scherni anche il Cronos. Uscito impertanto dal convito, e composto un libro su quella controversia, finì nello avvilimento la vita. — È nostro su di esso:

     Diodoro Cronos, qual demon ti traggo
        A vil disperazione, onde le stesso
        Entro il Tartaro cacci, di Stilpone
        Gli enimmatici detti in van tentando
        Sciorre! Dunque sarai tenuto certo
        Kronos, ma senza l’Erre e senza il Kappa.

VIII. E tra i successori di Euclide, anche Ietia figlio di Metallo, pel quale il cinico Diogene compose un dialogo, e Clinomaco da Turi, che primo scrisse degli assiomi, dei predicamenti e di altre cose simili, e Stilpone da Megara filosofo celebratissimo, di cui dobbiamo parlare.

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