Vite dei filosofi/Libro Ottavo/Vita di Alcmeone

Libro Ottavo - Vita di Alcmeone

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Diogene Laerzio - Vite dei filosofi (III secolo)
Traduzione dal greco di Luigi Lechi (1842)
Libro Ottavo - Vita di Alcmeone
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CAPO V.



I. Alcmeone crotoniate. Fu anch’esso discepolo di Pitagora, e tratta, il più, di medicina, sebbene e’ parli talvolta anche di fisica, dicendo: Di due maniere, per la maggior parte, sono le cose umane. Secondo che afferma Favorino, nella Varia istoria, pare ch’egli primo abbia scritto un discorso di fisica, e detto insomma che questa luna ha natura sempiterna.

II. Era figlio di Pirito, siccome scrive egli stesso principiando il suo libro: Alcmeone crotoniate, figlio di Pirito, disse questo a Brontino, a Leonte ed a Batillo: Delle cose invisibili e delle mortali hanno manifesta conoscenza gli iddii; in quanto però gli uomini possono conghietturare; e ciò che segue. Diceva essere anche l’anima immortale, e come il sole muoversi continuamente.