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Traduzioni e riduzioni/Da Orazio/La festa di Nettuno

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Da Orazio - Fauno Da Orazio - Il vanto del poeta
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la festa di nettuno

Di Nettuno è la festa: e che
     debbo fare? Tu via, Lide, quel Cècubo,
riserbato per questo dì,
     4spilla, e sforza la tua dura severità.

Senti che il mezzogiorno passa
     e tu, come se stia fermo l’alato dì,
non ancor dal celliere hai giù
     8tolta l’anfora ch’ha gli anni di Bibulo?

Io Nettuno poi canterò
     con le verdi chiomate onde di Nereo:
sulla cetra Latona tu
     12con la rapida sua vergine canterai;

con l’estrema canzone noi
     canteremo la dea Gnidia, che a Pafo va
sopra candidi cigni, ma
     16poi la Notte la nota ultima (è giusto) avrà.