Differenze tra le versioni di "Il Volapük: Critici e Abolitori"

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Corretto piccolo errore
m (Corretto piccolo errore)
m (Corretto piccolo errore)
A tutti è nota la risposta che Apelle diede al ciabattino, quando costui, dopo avergli criticata la pianella nel quadro che avea esposto, volle anche pretendere di correggervi la gamba! Ora che avrebbe fatto Apelle, se il ciabba avesse preso un pennello e gli avesse ritoccato il lavoro? - Io ricordo che, quando era giovanetto, andava spesso a veder dipingere da un bravo pittore la chiesa parrocchiale del mio paese. Il lavoro riuscì degno del valente pittore. Quelle figure sembravano proprio in rilievo; ma aveano un difetto: erano assolutamente nude! Dagli intendenti si ammirava il bel lavoro; dai più si gridava all'oscenità, e si fece pressione che fosse levata dalla Casa del Signore. Allora si offrì un pittore di coprire quelle nudità. - ''No'', fu detto, ''o si deve invitare l'autore a porvi riparo, o si deve imbianchire la chiesa.'' - L'autore si rifiutò di rovinare l'opera sua, e fu lodato dagli intendenti; fu biasimato il pittore che volea metter mano nell'opera altrui, ed encomiato il Consiglio Parrocchiano a incaricare l'imbianchino di far piuttosto scomparir tutto.!
 
Ora parlandosi di una lingua come il volapük, dovrà esser lecito a tutti di mettervi mano per trasformare l'opera di un poliglotta, cui nessuno oggi uguaglia? Non voglio affermare, o negare, se il Vp abbia o no difetti; voglio anzi ammettere che debba essere perfezionato, perchè, come ha affermato il Sig. Kerckhoffs « ''niente quaggiù è perfetto'', » ma finchè l'autore è in vita (e che Dio ce lo conservi per moltissimi anni!) a lui solo devesi lasciare tutto il merito del perfezionamento, alla sua Accademia di approvare o no le riforme domandate; nè a nessun uomo deve esser lecito metter mano nell'opera di lui, di metterci del suo, di maneggiarlo a suo talento, sotto pretesto di semplificazione. Se Egli e la sua Accademia accettano di buon grado le buone e ragionate proposte, nè ha date, e ne dà di continue prove; e più di tutti il Sig. Kerckhoffs ne può essere buon testimonio; ma dacchè questi Signori hanno preteso di trasformare il sistema intero di Schleyer, per ridurlo, come credevano, o si davano a credere, più semplice e facile solamente per tre o quattro principali nazioni Europee, poco importandosi delle altre<ref>Scrive il Prof Kerk. (Examen critique de quelques semplifications qu'il y a lieu d'introduire dans le volapük): « M. Schleyer est parti de ce principe que la Langue Universelle doit pouvoir rendre les nuances le plus delicates de toutes les autres langues qu'elle doit être, en un mot, la ''plus parfait des langues''. - E l'idea del Sig. Schleyer è appunto quella del Sommo filologo Max Müller, che così si esprime: ''L'invenzione di una lingua artificiale non è niente affatto un'impossibilitá, anzi un simile linguaggio può essere più perfetto, più regolare e più facile ad apprendersi che qualsiasi parlata dall'uomo.'' - Ma ciò non va a genio al Sig. Kerckhoffs. (non gli andrà a genio forse che questo Tedesco abbia solo ad avere la gloria di dare al mondo una lingua universale) e invece di una linugalingua universale, vuole, o come più modestamente dice, « '' nous pensons au contraire que'', il Vp smentendo al suo nome, ''elle doit être la plus simple des langues, et que, en fait des règles grammaticales, elle ne doit conserver celle qui sont communes a nos trois au quatre principales langues européenneseuropèennes; en d'autres termes, nous demandons que son bagage grammatical soit reduit au plus strict necessaire''. - In ciò appunto sta il nodo del diverbio tra l'autore del Vp e il Sig. Kerckhoffs. Ma il Vp di Schleyer ha veramente il titolo di lingua mondiale - ''pük'', lingua, ''vola'', del mondo, - mentre quello che domanda, o domandava il Sig. Kerckhoffs e coloro queche come lui la pensano, sarà solo un ''gergo di uomini colti di tre o quattro nazioni europee''.</ref>, allora il Sig. Inventore si è opposto a tutt'uomo, anche a costo di disgustarsi con loro; ed essi se ne offesero.
 
Le riforme voluto dal Sig. Kerckhoffs sono ''di certe regole di grammatica che han bisogno di essere ben definite'', e ''di altre che domandano anche di essere modificate'' (!!);
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