Differenze tra le versioni di "Rime (Stampa)/Rime d'amore/CXLIII"

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{{Qualità|avz=75%|data=22 settembre 2009|arg=Poesie}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[Rime (Stampa)/Rime d'amore|Rime d'amore]]<br/><br/>CXLIII|prec=../CXLII|succ=../CXLIV}}
 
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Quando fia mai ch'ioch’io vegga un dì pietosi
gli occhi, che per mio mal da prima vidi
in queste rive d'Adriad’Adria, in questi lidi
dov'Amordov’Amor mille lacci aveva ascosi?
Quando fia mai che libera dir osi,
dato bando a'a’ miei pianti ed a'a’ miei gridi:
- Or ti conforta, anima cara, or ridi,
or tempo è ben che godi e che riposi? -
e né questa né quello ho mosso ancora.
Tal è, misera, il fin, tal è la sorte
di chi troppo altamente s'innamoras’innamora:
donne mie, siate a l'invescarvil’invescarvi accorte.
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