Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana (De Sanctis)/XV (bis)"

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{{Qualità|avz=75%|data=05 ottobre 2009|arg=Saggi}}{{IntestazioneIncludiIntestazione|sottotitolo=XVI<br letteratura/>PIETRO ARETINO}}
|Nome e cognome dell'autore=Francesco De Sanctis
|Titolo=Storia della letteratura italiana
|Iniziale del titolo=S
|Nome della pagina principale=Storia della letteratura italiana
|Eventuale titolo della sezione o del capitolo=XVI<br />PIETRO ARETINO
|Anno di pubblicazione =1870
|Eventuale secondo anno di pubblicazione =1871
|Secolo di pubblicazione=XIX secolo
|Il testo è una traduzione?=no
|Lingua originale del testo=
|Nome e cognome del traduttore=
|Anno di traduzione=
|Secolo di traduzione=
|Abbiamo la versione cartacea a fronte?=no
|URL della versione cartacea a fronte=
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{{capitolo
|CapitoloPrecedente=XV - Machiavelli
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|CapitoloSuccessivo=XVII - Torquato Tasso
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}}
Il mondo teologico-etico del medio evo tocca l'estremo della sua contraddizione in questo mondo positivo del Guicciardini, un mondo puramente umano e naturale, chiuso nell'egoismo individuale, superiore a tutt'i vincoli morali che tengono insieme gli uomini. Il ritratto vivente di questo mondo nella sua forma più cinica e più depravata è Pietro Aretino. L'immagine del secolo ha in lui l'ultima pennellata.<br />
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