Differenze tra le versioni di "Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/250"

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<noinclude>mente </noinclude>{{ZbPagina|3202}} è da dire che anche tra individuo e individuo di una stessa o di diverse nazioni, esiste dalla nascita una reale differenza d’indole e di talento, o vogliamo dire un principio e una disposizione di differenza, che ''ad idem redit''.
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<section begin=1 /><!--{{ZbPagina|3201}}--><noinclude>mente </noinclude><section end=1 /><section begin=2 />{{ZbPagina|3202}} è da dire che anche tra individuo e individuo di una stessa o di diverse nazioni, esiste dalla nascita una reale differenza d’indole e di talento, o vogliamo dire un principio e una disposizione di differenza, che ''ad idem redit''.
   
3. Lasciando da parte il tanto che si potrebbe dire sull’influsso fisico, ossia sulla naturale azione del corpo e de’ sensi, e quindi degli oggetti esteriori, sull’animo indipendentemente dall’assuefazione, ne toccheremo solamente alcune cose che piú fanno al proposito. Ho udito di uno abitualmente scempio o tardissimo d’ingegno, che caduto di grande altezza, e percosso pericolosamente il capo, divenne, guarito che fu, d’ingegno prontissimo e furbissimo, e questi ancor vive. Ho udito d’altri molto ingegnosi, per simile accidente divenuti stupidi, e sciocchi. Lasciando questo, egli è certissimo che la malattia del corpo (e cosí la sanità) influisce grandissimamente sull’ingegno e sull’indole. Tacendo delle minori influenze, che tutto giorno si osservano, si può notare quello che narra il Caluso nella Lettera appié della Vita di {{AutoreCitato|Alfieri}}, circa i versi d’{{AutoreCitato|Esiodo}} da lui una {{ZbPagina|3203}} sola volta letti, ch’ei recitava francamente nella sua ultima malattia. E mi fu raccontato da testimonii di udito, del maraviglioso spirito, degli argutissimi motti e risposte, di una prontezza affatto straordinaria di mente e di lingua, di una prodigiosa facilità, fecondità e copia d’invenzioni che si fece osservare in un vecchio Cardinale (Riganti) (non molto usato a facezie, né di molto spirito, e di carattere ben diverso dalla energia, e rapidità e mobilità) poco dopo essere stato colto da una apoplessia (della quale infermità rimase impedito nelle membra, e morí parecchi mesi appresso), e stando in letto. Esempio di Ermogene, e de’ suoi simili che puoi vedere nella Dissertaz. del Cancellieri sugli Smemorati ec. Corrispondenza che, generalmente parlando, si osserva tra gl’ingegni e i
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3. Lasciando da parte il tanto che si potrebbe dire sull’influsso fisico, ossia sulla naturale azione del corpo e de’ sensi, e quindi degli oggetti esteriori, sull’animo indipendentemente dall’assuefazione, ne toccheremo solamente alcune cose che piú fanno al proposito. Ho udito di uno abitualmente scempio o tardissimo d’ingegno, che caduto di grande altezza, e percosso pericolosamente il capo, divenne, guarito che fu, d’ingegno prontissimo e furbissimo, e questi ancor vive. Ho udito d’altri molto ingegnosi, per simile accidente divenuti stupidi, e sciocchi. Lasciando questo, egli è certissimo che la malattia del corpo (e cosí la sanità) influisce grandissimamente sull’ingegno e sull’indole. Tacendo delle minori influenze, che tutto giorno si osservano, si può notare quello che narra il Caluso nella Lettera appié della Vita di {{AutoreCitato|Alfieri}}, circa i versi d’{{AutoreCitato|Esiodo}} da lui una <section end=2 /><section begin=3 />{{ZbPagina|3203}} sola volta letti, ch’ei recitava francamente nella sua ultima malattia. E mi fu raccontato da testimonii di udito, del maraviglioso spirito, degli argutissimi motti e risposte, di una prontezza affatto straordinaria di mente e di lingua, di una prodigiosa facilità, fecondità e copia d’invenzioni che si fece osservare in un vecchio Cardinale (Riganti) (non molto usato a facezie, né di molto spirito, e di carattere ben diverso dalla energia, e rapidità e mobilità) poco dopo essere stato colto da una apoplessia (della quale infermità rimase impedito nelle membra, e morí parecchi mesi appresso), e stando in letto. Esempio di Ermogene, e de’ suoi simili che puoi vedere nella Dissertaz. del Cancellieri sugli Smemorati ec. Corrispondenza che, generalmente parlando, si osserva tra gl’ingegni e i<section end=3 />
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