Differenze tra le versioni di "Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/35"

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parlavasi, argomentate queste virtù dalle leggi, ch’egli avea promulgate. E i Giureconsulti massimamente, i quali nella intelligenza, illustrazione, e predicazione di quelle messo aveano lunghi e faticosi studii, e da tali studii ripromettevansi onori, dignità, ricchezze, naturalmente erano condotti a sostenerne per proprio interesse, e a propagarne la riputazione. E che lunghi proloquii non ci facevano sulle glorie di ''Giustiniano'' i nostri Maestri dichiarandocene le ''Istituzioni''?
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parlavasi, argomentate queste virtù dalle leggi, ch’egli avea promulgate. E i Giureconsulti massimamente, i quali nella intelligenza, illustrazione, e predicazione di quelle messo aveano lunghi e faticosi studii, e da tali studii ripromettevansi onori, dignità, ricchezze, naturalmente erano condotti a sostenerne per proprio interesse, e a propagarne la riputazione. E che lunghi proloquii non ci facevano sulle glorie di ''Giustiniano'' i nostri Maestri dichiarandocene le ''Istituzioni?''
   
E dunque facile il comprendere come tanta massa di riprovevoli cose in questo IX libro di ''{{AutoreCitato|Procopio di Cesarea|Procopio}}'' esposte rispetto alla condotta di ''Giustiniano'' non poteva ottenere pronta persuasione a fronte di una generale prevenzione sopra sì notabili considerazioni formata, e da si lungo tempo radicata negli animi. Ché da una parte, se alcuni meno onorevoli particolari intorno ai fatti di quell’imperadore sapeansi, questi presso le menti dei più rimanevano coperti dalla luce splendidissima delle grandi imprese accennate; e dall’altra parte è a tutti noto come i più degli Storici, o a ''Giustiniano'' contemporanei, o poco dopo lui fioriti, quando l’''{{AutoreCitato|Nicolò Alemanni|Alemanno}}'' pubblicò il IX libro delle ''Storie di Procopio'' o non conoscevansi gran fatto, o non venivano letti; perciocché nella restaurazione delle lettere solamente a gradi a gradi gli antichi codici si andaron trovando, e per le cure laboriose, quale di uno, quale di altro {{Pt|in-|}}
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È dunque facile il comprendere come tanta massa di riprovevoli cose in questo IX libro di ''{{AutoreCitato|Procopio di Cesarea|Procopio}}'' esposte rispetto alla condotta di ''Giustiniano'' non poteva ottenere pronta persuasione a fronte di una generale prevenzione sopra sì notabili considerazioni formata, e da si lungo tempo radicata negli animi. Chè da una parte, se alcuni meno onorevoli particolari intorno ai fatti di quell’imperadore sapeansi, questi presso le menti dei più rimanevano coperti dalla luce splendidissima delle grandi imprese accennate; e dall’altra parte è a tutti noto come i più degli Storici, o a ''Giustiniano'' contemporanei, o poco dopo lui fioriti, quando l’''{{AutoreCitato|Nicolò Alemanni|Alemanno}}'' pubblicò il IX libro delle ''Storie di Procopio'' o non conoscevansi gran fatto, o non venivano letti; perciocchè nella restaurazione delle lettere solamente a gradi a gradi gli antichi codici si andaron trovando, e per le cure laboriose, quale di uno, quale di altro {{Pt|in-|}}
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