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Tipico ciò che gli capitò con {{wl|Q12706|Gorki}}. Lo scrittore russo era andato in America per raccogliere fondi in favore dei rivoluzionari del suo paese. In un primo momento, fu progettato un grande banchetto in suo onoro che doveva essere presieduto da Mark Twain. Tutt’a un tratto, scoppia lo scandalo: Gorki viveva con una donna, che non era sua moglie! Orrore! Tutta la gente per bene di America pensa o dichiara che Gorki non è «rispettabile», e che tutti coloro che praticano con lui non sono «rispettabili» Mark Twain declina l’onore di presiedere il banchetto.
 
Tipico ciò che gli capitò con {{wl|Q12706|Gorki}}. Lo scrittore russo era andato in America per raccogliere fondi in favore dei rivoluzionari del suo paese. In un primo momento, fu progettato un grande banchetto in suo onoro che doveva essere presieduto da Mark Twain. Tutt’a un tratto, scoppia lo scandalo: Gorki viveva con una donna, che non era sua moglie! Orrore! Tutta la gente per bene di America pensa o dichiara che Gorki non è «rispettabile», e che tutti coloro che praticano con lui non sono «rispettabili» Mark Twain declina l’onore di presiedere il banchetto.
   
Qualche anno dopo, nel 1905. il colonnello americano Giorgio Ilarwey lo invitò a un ricevimento in onore dei delegati russi e giapponesi, dopo la paoo di Porthamouth. Mark Twain di primo impeto, vergò un telegramma di sdegnoso rifiuto, in cui diceva di essere, lui, un umorista ben più debole di «quei signori «diplomatici, eh© dalle tragedie di una grande a guerra erano riusciti a ricavare la commedia «di un ricevimento in marsina». Ma il telegramma, non partì. Mark Twain ebbe paura dì offendere la «rispettabilità» del pubblico americano, il quale era lusingato di vedere la paco tra russi c giapponesi conclusa sotto gli auspici di Roosevolfc. Mark Twain, «lo spietato critico della società moderna». fece corno fa Missiroli, in casi simili: lesse il telegramma agli amici intimi, e poi ne mandò uu altro, elogiando lo spirito di pace dello Czar.
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Qualche anno dopo, nel 1905, il colonnello americano Giorgio Harwey lo invitò a un ricevimento in onore dei delegati russi e giapponesi, dopo la pace di Porthsmouth. Mark Twain di primo impeto, vergò un telegramma di sdegnoso rifiuto, in cui diceva di essere, lui, un umorista ben più debole di «quei signori diplomatici, che dalle tragedie di una grande a guerra erano riusciti a ricavare la commedia di un ricevimento in marsina». Ma il telegramma, non partì. Mark Twain ebbe paura dì offendere la «rispettabilità» del pubblico americano, il quale era lusingato di vedere la pace tra russi e giapponesi conclusa sotto gli auspici di Roosevelt. Mark Twain, «lo spietato critico della società moderna» fece come fa Missiroli, in casi simili: lesse il telegramma agli amici intimi, e poi ne mandò un altro, elogiando lo spirito di pace dello Czar.
   
 
La moglie o le due figlie lo «correggevano» e sottoponevano a rigorosa censura preventiva tutti i suoi scritti. Un giorno la moglie tornò a casa indignala contro di lui: il predicatore della comunità aveva detto, che Mark Twain, in una novella, aveva usato delle parole scorrette. «Delle parole scorrette!» Mark Twain, nella seconda edizione, ripulì lo scritto, o lo rese presentabile al pubblico «come si dove». L’opera sua più sincera e più bella, «Huckleberry Finn», Mark Tvain la dovette scrivere nei ritagli di tempo, nelle ore bruciate: o tenerla a lungo nascosta. Oggi, appena in questo suo libro possiamo trovare qualche traccia, timida, del vero pensiero di Mark Twain, che spunta dietro il suo «io ufficiale», ortodosso, conformista, americano. Scorrete, nel ''Corriere dei Piccoli'', le avventure del marito di Petronilla, continuamente «corretto» dalla consorte: è press’a poco la storia di Mark Twain, in più le busse. Le donne di casa dello scrittore esigevano da lui questo: ch’egli non le ledesse, coi suoi scritti, nelle loro relazioni sociali. Riducevano tutto il suo umorismo allo «Standard» della borghesia di Elmira, la città in cui avevano residenza. Ciò che poteva offendere la borghesia di Elmira, cancellato. Esse rappresentavano in questa loro severa funzione censoria, il gusto del gran pubblico americano, delle masse che compravano e pagavano le opere di Mark Twain: lo scrittore lo capiva, e si sottometteva. L’America: una cosa terribile! L’«inesorabile e spregiudicato scrittore» piegava.
La moglie o le due figlie lo «correggevano»
 
   
 
Per comprendere tutta la superiorità intellettuale dell’antico regime sulla democrazia, o in genere, della vecchia cultura europea sulla nuova forma di civiltà che dall’America invade, a poco por volta, anche l’Europa, bisogna ricordare ohe, mentre Mark Twain scriveva di nascosto «Huckleberry Finn», {{AutoreCitato|Anatole France|Anatole France}} si recava, ogni giorno, a lavorare in una stanza, preparatagli nell’appartamentino della sua governante-amante: e che il marito legittimo di costei ero precisamente l’incaricato di vegliare alla tranquillità del Maestro, e gli preparava il pennino nuovo infilato ncll’asticciola, l’inchiostro nel calamaio, le cartelle di nitida carta disposte a quel tal modo sulla scrivania; o che tutta l’Europa elegante e colta conosceva perfettamente queste cose, e le trovava di molto buon gusto, una prova della vecchia sopravvivente gentilezza francese.
o sottoponevano a rigorosa oensura preventiva tutti i suoi scritti. Un giorno la moglie tornò a casa indignala contro di lui: il predicatore della comunità aveva dotto, che Mark Twain, in una novella, avevi» usato delle parolo scorrette.
 
   
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{{centrato|★★★}}
«Delle parole scorrette!» Mark Twain, nella seconda edizione, ripulì lo scritto, o lo rese presentabile al pubblico «conio si dove». L’opera sua più sincera o più bolla, «Huckleberry Finn», M&rk Tvain la dovette scriverò nei ritagli di tempo, nelle ore bruciato: o tenerla u lungo nascosta. Oggi, appena in questo suo libro possiamo trovare qualche traccia, timida, del vero pensiero di Mark Twain, che spunta dietro il suo «io ufficiale», ortodosso, conformista, americano. Scorrete, nel Corriere dei Piccoli, lo avventure del marito di Petronilla, continuamente «corretto» dalla consorte: ò press’a fioco la storia di Mark Twain, in più 10 busse. Le donne di casa dello scrittore esigevano da lui questo: ch’egli non le ledesse, coi suoi scritti, nelle loro relazioni sociali. Riducevano tutto il -suo umorismo allo «Standard»
 
   
 
Quando, qualche mese fa, fu conferito il premio Nobel per la letteratura a St. Réyniont parecchi italiani si meravigliarono: c, naturaini* lite, cominciarono a dire che ì membri della Commissione Nobel tono della povera gente, oppure dei sistematici dispregiatori della moderna letteratura italiana, o coso simili. Si aspettavano il premio per Pirandello: c chiesero:
della borghesia di Elmira, la città in cui avevano residenza. Ciò che jioteva offendere la borghesia di Elmira, cancellato. Esse rappresentavano in questa loro severa funzione censoria, 11 gusto del gran pubblico americano, delle masse che compravano c fugavano le opere di Mark Twain: lo scrittore lo capiva, o si sottometteva.
 
 
L’America: una coca terribile! L’«inesorabile e spregiudicato scrittore» piegava.
 
 
Per comprendere tutta la superiorità intollef luale dell’antico regime sulla democrazia, o in genere, della vecchia cultura europea sulla nuova forma di civiltà che dall’America invade, a poco por volta, anche l’Europa, bisogna ricordare ohe, mentre Mark Twain scriveva di nascosto «Huckleberry Finn», Aliatole Francò si recava, ogni giorno, a lavoralo in un» stanza, preparatagli ncll’appariamentino della sua governante-amante:
 
 
e che il marito legittimo di costei ero precisamente l’incaricato di vegliare alla tranquillità del Maestro, e gli preparava il pennino nuovo infilato ncll’astieciolo, l’inchiostro nel calammo, le cartelle di nitida carta disposte- u quel tal modo sulla scrivania; o elio tutta l’Ktti’opA elegante e colla conosceva perfettamente queste cose, e le trovava di molto buon gusto, una prova della vecchia fopravvivenie gentilezza francese.
 
 
*«* Quando, qualche mese fa, fu conferito il premio Nobel per la letteratura a St. Réyniont parecchi italiani si meravigliarono: c, naturaini* lite, cominciarono a dire che ì membri della Commissione Nobel tono della povera gente, oppure dei sistematici dispregiatori della moderna letteratura italiana, o coso simili. Si aspettavano il premio per Pirandello: c chiesero:
 
   
 
ma chi è, questo Stanislao BoymontT Ora vedo da un catalogo tedisco elio l’opera maggioro del Reymont «/ contadini jwlacchi»
 
ma chi è, questo Stanislao BoymontT Ora vedo da un catalogo tedisco elio l’opera maggioro del Reymont «/ contadini jwlacchi»
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