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Che l’arte venisse coltivata con onore nelle Provincie meridionali d’Italia dal IV al XIII secolo, non v’è oramai chi possa ragionevolmente dubitare dopo gli studi e le opere di Schulz l), Perkins 2), de Luynes 3), Caravita 4), Serradifalco, Salazaro 5), P. Gravina 6), P. di Marzo 7), Crowe e Cavalcasene 8), e tanti altri.
Che l’arte venisse coltivata con onore nelle Provincie meridionali d’Italia dal IV al XIII secolo, non v’è oramai chi possa ragionevolmente dubitare dopo gli studi e le opere di Schulz {{Ref|Op. c. passim.}}, Perkins {{Ref|Perkins. Gli scultori italiani, testo francese.}}, de Luynes {{Ref|De Luynes. Recherches sur les inonuments et l’histoire des Normands et de la maison de Souabe dans l'Italie meridionale.}}, Caravita {{Ref|I Codici e le arti a Montecassino, 1869.}}, Serradifalco, Salazaro {{Ref|Salazaro. Studi su i Monumenti dell’Italia meridionale.}}, P. Gravina {{Ref|Il Duomo di Monreale illustrato, 18S9.}}, P. di Marzo {{Ref|P. DE Marzo, Delle belle arti in Sicilia ecc. 1862. ecc.}}, Crowe e Cavalcasene {{Ref|Storia della pittura in Italia dal sec. II al sec. XVI, Firenze 1875.}}, e tanti altri.


La erronea opinione «che il primo risveglio dell’arte si dovesse alla Toscana, che prima di Giotto sovrano regnasse lo stile bizantino», trova la sua smentita nella prova irrefragabile de’ fatti, i quali mostrano che il movimento artistico iniziale non ebbe solo origine nella Toscana, ma esisteva già in ogni regione d’Italia; e monumenti di ogni sorta, pitture, sculture, miniature, intagli finissimi, bassorilievi in marmo, bronzo ed avorio, opere insigni di architettura rendono testimonianza che non solo, nel mezzogiorno d’Italia, l'arte cristiana si mantenne quasi sempre sotto l’influenza delle classiche forme, e splendida e romana si mostrò la pittura fino al VI secolo, ma altresi che noi siamo forse più ricchi di tutte le altre Provincie della Penisola in opere siffatte, le quali conservarono nella purezza dello stile, nella correzione del disegno, nella grazia ed eleganza delle movenze le tradizioni della scuola classica.
La erronea opinione «che il pruno risveglio dell’arte si dovesse
alla Toscana, che prima di Giotto sovrano regnasse lo stile higcintino»,
trova la sua smentita nella prova irrefragabile de’ fatti, i quali
mostrano che il movimento artistico iniziale non ebbe solo origine
nella Toscana, ma esisteva già in ogni regione d’Italia; e monumenti
di ogni sorta, pitture, sculture, miniature, intagli finissimi,
bassorilievi in marmo, bronzo ed avorio, opere insigni di architettura
rendono testimonianza che non solo, nel mezzogiorno d’Italia,
r arte cristiana si mantenne quasi sempre sotto l’influenza delle
classiche forme, e splendida e romana si mostrò la pittura fino
al VI secolo, ma altresi che noi siamo forse più ricchi di tutte le
altre Provincie della Penisola in opere siffatte, le quali conservarono
nella purezza dello stile, nella correzione del disegno, nella
grazia ed eleganza delle movenze le tradizioni della scuola classica.
L’errore venne propagato, e forse in buona fede, dal Vasari.
Egli, cosi tenero della sua patria, non seppe concepire un’arte al di
fuori di Firenze. Venne a Xapoli, ove visse per anni non pochi,
amato e stimato da tutti, dipinse con larghi compensi chiese e palagi,
e potè da vicino conoscere ed apprezzare le opere de’nostri


L’errore venne propagato, e forse in buona fede, dal Vasari. Egli, cosi tenero della sua patria, non seppe concepire un’arte al di fuori di Firenze. Venne a Napoli, ove visse per anni non pochi, amato e stimato da tutti, dipinse con larghi compensi chiese e palagi, e potè da vicino conoscere ed apprezzare le opere de’nostri
1) Op. c. passim.

2) Perkins. Gli scultori italiani, testo francese.

3) De Luynes. Recherches sur les inonuments et l’histoire des Normands et de la maison de Souabe dans l'Italie meridionale.

4) I Codici e le arti a Montecassino, 1869.

5) Salazaro. Studi su i Monumenti dell’Italia meridionale.

6) Il Duomo di Monreale illustrato, 18S9.

7) P. DE Marzo, Delle belle arti in Sicilia ecc. 1862. ecc.

8) Storia della pittura in Italia dal sec. II al sec. XVI, Firenze 1875.