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Timbreo non starebbe saldo ne la sua domanda, perciò ch’io conosceva bene e conosco che io son povero gentiluomo e non par suo. Nondimeno e’ mi pare che, se egli era pentito di pigliar mia figliuola per moglie, che deveva bastargli dire che non la voleva e non imporle cosí vituperosa macchia di bagascia come fa. Gli è ben vero che ogni cosa fattibile può essere, ma io so come mia figliuola è stata allevata e quali sono i suoi costumi. Iddio giusto giudice fará un giorno, spero, conoscer la veritá. — Con questa risposta parti il cittadino, e messer Lionato restò con questa openione, che il signor Timbreo si fosse pentito di far il parentado parendogli che forse troppo si abbassasse e tralignasse da’ suoi maggiori. Era il legnaggio di messer Lionato in Messina antichissimo e nobile e di molta riputazione, ma le sue ricchezze erano di privato gentiluomo, ancor che antica memoria ci fosse che i suoi vecchi avevano avute di molte terre e castella con amplissima giurisdizione. Ma per le varie mutazioni de l’isola e per le guerre civili erano de le lor signorie decaduti, come in altre assai famiglie si vede. Ora, non avendo mai il buon padre ne la figliuola veduto cosa meno che onestissima, pensò che il cavaliero la lor povertá e presente fortuna a sdegno s’avesse, reso. Da l’altro canto Fenicia, a cui per estrema doglia e svenimento di core erano venuti alcuni accidenti sentendosi a grandissimo torto incolpare, come fanciulla tenera e delicata e non avvezza ai colpi di perversa fortuna abbandonando se stessa, piú cara la morte averia avuto che la vita. Onde, da grave e penetrevole dolore assalita, si lasciò andare come morta, e perdendo subito il nativo colore piú a una statua di marmo che a creatura rassembrava. Il perché fu di peso sovra un letto portata. Quivi con panni caldi ed altri rimedi, dopo non molto, furono gli smarriti spiriti rivocati. Ed essendosi mandato per i medici, la fama per Messina si sparse come Fenicia figliuola di messer Lionato infermava si gravemente ch’era in periglio de la vita. A questa voce vennero di molte gentildonne parenti ed amiche a visitar la sconsolata Fenicia, e intendendo la cagione del male si sforzavano a la meglio che sapevano di consolarla. E come
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PARTE PRIMA
 
Timbreo non starebbe saldo ne la sua domanda, perciò ch’io
 
conosceva bene e conosco che io son povero gentiluomo e
 
non par suo. Nondimeno e’ mi pare che, se egli era pentito
 
di pigliar mia figliuola per moglie, che deveva bastargli dire
 
che non la voleva e non imporle cosi vituperosa macchia di
 
bagascia come fa. Gli è ben vero che ogni cosa fattibile può
 
essere, ma io so come mia figliuola è stata allevata e quali
 
sono i suoi costumi. Iddio giusto giudice farà un giorno, spero,
 
conoscer la verità. — Con questa risposta parti il cittadino, e
 
messer Lionato restò con questa openione, che il signor Tim¬
 
breo si fosse pentito di far il parentado parendogli che forse
 
troppo si abbassasse e tralignasse da’ suoi maggiori. Era il
 
legnaggio di messer Lionato in Messina antichissimo e nobile
 
e di molta riputazione, ma le sue ricchezze erano di privato
 
gentiluomo, ancor che antica memoria ci fosse che i suoi vec¬
 
chi avevano avute di molte terre e castella con amplissima giu¬
 
risdizione. Ma per le varie mutazioni de l’isola e per le guerre
 
civili erano de le lor signorie decaduti, come in altre assai
 
famiglie si vede. Ora, non avendo mai il buon padre ne la
 
figliuola veduto cosa meno che onestissima, pensò che il cava¬
 
liero la lor povertà e presente fortuna a sdegno s'avesse , reso.
 
Da l’altro canto Fenicia, a cui per estrema doglia e svenimento
 
di core erano venuti alcuni accidenti sentendosi a grandissimo
 
torto incolpare, come fanciulla tenera e delicata e non avvezza
 
ai colpi di perversa fortuna abbandonando se stessa, più cara
 
la morte averia avuto che la vita. Onde, da grave e penetre-
 
vole dolore assalita, si lasciò andare come morta, e perdendo
 
subito il nativo colore più a una statua di marmo che a crea¬
 
tura rassembrava. Il perché fu di peso sovra un letto portata.
 
Quivi con panni caldi ed altri rimedi, dopo non molto, furono
 
gli smarriti spiriti rivocati. Ed essendosi mandato per i medici,
 
la fama per Messina si sparse come Fenicia figliuola di messer
 
Lionato infermava si gravemente ch’era in periglio de la vita.
 
A questa voce vennero di molte gentildonne parenti ed amiche
 
a visitar la sconsolata Fenicia, e intendendo la cagione del male
 
si sforzavano a la meglio che sapevano di consolarla. E come
 
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