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luglio e agosto
(fino al 9 luglio)
(luglio e agosto)
 
== 16 luglio ==
<section begin=16-07-2017 />
{{Testo|Al parlamento austriaco e al popolo italiano}}
 
[[File:Cesare Battisti, Milano, 1915 (portrait).jpg|70px|right|link=Autore:Cesare Battisti]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">'''LA QUESTIONE UNIVERSITARIA.'''
 
'''Scienza e Nazionalità.'''
 
{{Type|f=0.8em|Discorso pronunciato al parlamento di Vienna il 28 ottobre 1911.}}
 
Il modo con cui il Governo ed il Parlamento austriaci han trattato la questione universitaria italiana dal 1871, anno in cui fu portata in questa Camera per la prima volta, fino ad oggi, è il documento maggiore dell’insipienza di stato austriaca.
 
Un postulato dei più semplici, dei più facilmente attuabili, dei più adatti a guadagnar prestigio al Governo stesso, fu in tutti i modi inceppato e si volle che da esso scaturissero gravi complicazioni e questioni internazionali prima di ammetterne l’alta importanza.
 
Malgrado tutto, dubitiamo assai che anche oggi il problema sia stato posto dal Governo con sincerità e con vera volontà di risolverlo.
 
È doloroso, è avviliente a constatarsi: gli Stati conquistatori, gli Stati colonizzatori, quando vogliono portare il loro dominio su altri popoli, in terre incivili, ci vanno con la forza, ma nel loro stesso interesse finiscono con l’erigere scuole e far opera di civile elevamento.</div>
 
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</div><section end=16-07-2017 />
 
== 23 luglio ==
<section begin=23-07-2017 />
{{Testo|Importanza dei simboli in matematica}}
 
[[File:Giuseppe Peano.jpg|70px|right|link=Autore:Giuseppe Peano]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Lo splendido e altamente suggestivo articolo di [[Autore:Eugenio Rignano|Eugenio Rignano]], ''Le forme superiori del ragionamento'' (in «Scientia», gennaio, febbraio e marzo 1915), mi induce a trattare una questione analoga, cioè la funzione che i simboli hanno in matematica.
 
I simboli più antichi e oggi più diffusi sono le cifre dell’aritmetica 0, 1, 2, ecc., che noi imparammo verso il 1200 dagli Arabi, e questi dagli Indiani, che le usarono verso l’anno 400.
 
II primo vantaggio che si vede nelle cifre è la brevità; i numeri scritti in cifre indo-arabiche sono molto più brevi che gli stessi numeri scritti in tutte lettere in una nostra lingua, e sono anche in generale più brevi degli stessi numeri scritti colle cifre romane I, X, C, M.
 
Ma un esame ulteriore ci fa vedere che le cifre non sono dei puri simboli stenografici, cioè delle abbreviazioni del linguaggio comune; essi costituiscono una nuova classificazione delle idee. Così se le cifre 1, 2,... 9 corrispondono alle parole «uno, due, ... nove», invece alle parole «dieci, cento» non corrispondono più simboli semplici, ma i simboli composti «10, 100». E il simbolo 0 non ha alcun equivalente nel linguaggio volgare; noi lo leggiamo colla parola araba ''zero''; i Tedeschi e Russi usano la parola latina ''nullo''.</div>
 
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</div><section end=23-07-2017 />
 
== 30 luglio ==
<section begin=30-07-2017 />
{{Testo|Il cielo}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify"><poem style="margin-left:0">
Nell’armonia profonda e nel silenzio
che scende dalle stelle alte al sereno
scintillare diffuso nella notte,
giallo e remoto dalla Terra, Arturo,
astro meraviglioso nello spazio,
risplende nel distinto angolo nero
che segna da minori astri Boote.
Per gli stellati cieli sempiterni,
esso, nella minore Asia, diletto
all’arabo nabateo che il cammino
tra dumi, sterpi e sconfinate sabbie,
monotono gl’insegna nel deserto;
diriger sembra nel veloce corso,
i sistemi del Cancro tropicali:
e la fulgida sua luce ed enorme
distanza dal tardo vertice d’oro,
ne induce in esso a credere il più grande
astro che la pupilla umana veda.</poem></div>
 
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</div><section end=30-07-2017 />
 
== 6 agosto ==
<section begin=06-08-2017 />
{{Testo|Come ruinare l'autorità}}
 
[[File:Leo Tolstoy, portrait.jpg|70px|right|link=Autore:Lev Tolstoj]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Mi sembra che nel momento attuale, sopratutto importa di fare il bene con tranquillità e costanza. Non solamente non bisogna domandare al Governo alcuna autorizzazione, ma è anche essenziale di respingersi ogni suo intervento. La forza del Governo risiede nell’ignoranza del popolo ed il Governo lo sa; così egli sarà sempre un avversario dell’istruzione. È ora che lo riconosciamo. Nulla di più nocevole che permettere al Governo di darsi l’aria di promuovere l’istruzione, mentre in realtà non fa che propagare l’ignoranza. È, infatti, ciò che fanno tutte le istituzioni che si dicono destinate alla istruzione e sono collocate sotto il controllo del Governo: scuole, collegi, università, accademie, i diversi comitati, i vari congressi. Il bene non è il bene e la istruzione non è l’istruzione che ad una condizione sola: essere il bene e l’istruzione complete senza che siano necessariamente conformi alle circolari ministeriali. Ma ciò che io deploro sopratutto, è di vedere delle forze così preziose, così disinteressate, così devote, disperdersi con sì scarso frutto. Io rido talvolta allo spettacolo di quegli uomini che buoni e intelligenti recano la loro energia a lottare contro il Governo sul terreno legale che l’arbitrio del potere ha esso stesso creato.</div>
 
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</div><section end=06-08-2017 />
 
== 13 agosto ==
<section begin=13-08-2017 />
{{Testo|Le avventure di Sherlock Holmes}}
 
[[File:Conan doyle.jpg|70px|right|link=Autore:Arthur Conan Doyle]]
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">Per Sherlock Holmes essa fu sempre ''la donna'', e ben di rado egli la nominava diversamente. Agli occhi suoi essa eclissava, dominava tutto il suo sesso. Non già che avesse provato per Irene Adler alcun sentimento d’amore.
 
Tutte le emozioni — questa particolarmente — erano estranee al suo animo freddo e compassato, ma sorprendentemente ponderato.
 
Holmes era una specie di macchina di meraviglioso congegno, fatta per ragionare e per osservar tutto; ma non saprei figurarmelo sotto le spoglie di un innamorato. Ostentava perfino per le cose appassionanti un profondo sdegno, e non le considerava che secondo il punto di vista delle sue osservazioni — trovando molto comodo il servirsene per svelare i motivi delle umane azioni. Ma quanto al permettere a distrazioni di questa specie di disorganizzare le sottili sue ricerche, era per lui cosa inammissibile. In un temperamento quale il suo nulla avrebbe prodotto maggior turbamento quanto una forte emozione di questo genere; sarebbe stata come una corda spezzata in uno di que’ suoi istrumenti sensibili.</div>
 
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</div><section end=13-08-2017 />
 
== 20 agosto ==
<section begin=20-08-2017 />
{{Testo|Il vino di Freisa}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify"><poem style="margin-left:0">
An Piemont a y è d'Autin
Long, e larg, e senza fin,
An colina, e ant’i pian,
Da dè beive sin ai can.
As dà nen an tut la Spagna,
Ant l’Italia, e ant l’Almagna
Tante vis da Noi piantà,
An gran copia sterminà.
Cost pr Noi fa un gran maleur,
Cha fa pianse sin a ’l cheur,
Pr rason d’ tanti guai
Cha succedo, e tanti mai.
</poem></div>
 
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</div><section end=20-08-2017 />
 
== 27 agosto ==
<section begin=27-08-2017 />
{{Testo|La vita, et sito de Zychi, chiamati Ciarcassi, Historia notabile}}
 
<div style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif; text-align:justify">ZYCHI in lingua vulgare, greca, e latina cosi chiamati, e da Tartari, e Turchi domandati Ciarcassi, & in loro proprio lenguagio appellati Adiga, habitano dal fiume dela Tana su Lasia tuta quel ora maritima, verso el Bosphoro Cimerio, hoge di chiamato vospero, et boca de S. Zohane e bocca de mar de Ciabachi, e de mare di Tana. Antiquitus palude meotide. Inde poi fora la bocca per costa maritima, fin apresso al cavo di Bussi, per Sirocco verso el fiume Phasi, e quivi confinano con Angaxia, cioe parte di Colchide. E tuta lor costiera maritima fra dentro la palude predicta, et fora, po essere da miglia .ccccc. Penetra intra terra per Levante giornate octo, o circa in lo piu largho. Habitano tuto questo paese vicatim senza alcuna terra, o loco murato. Et loro magiore e megliore loco, e una valle mediterranea piccola chiamata Cromuc, meglio situata, et habitata chal resto.</div>
 
<div class="plainlinks">
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</div><section end=27-08-2017 />
 
== 3 settembre ==
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