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<noinclude><pagequality level="3" user="MartiS1694" />{{RigaIntestazione|74|{{Sc|meditazioni sull’italia letteraria}}|}}</noinclude>quando è neoclassico; perchè quando ''mancano i limiti e la resistenza della materia, si indebolisce, e quando si fa servo di leggi teoriche, dissecca la propria ispirazione.''

Quel periodo tormentoso e tormentato dei passaggio dal classicismo all’arte decadente, in cui si sente risuonare alle volte come il pianto dell’impotenza e la risata bizzarra del trionfo, mi fa pensare al sole che tramonta e insanguina gli orizzonti coi suoi colori più caldi.

''18 Gennaio''

Per quanto però io sia convinto che è fortuna vivere in uri mondo «limitato» non vedo che si possa arrivare a questa «fortuna» volontariamente, solo perchè si sa che è tale. Da quando l’uomo si è accorto che si può creare al di fuori delle regole, non ha più avuto la forza di seguirle ed è diventato infelice e impotente.

Siamo dei dannati, e per quanto la tragedia espressa da mio padre sia veramente tremenda, se ne può intravedere una ancora maggiore, quella ’in cui viviamo, nella quale l’uomo ha orrore nel tempo stesso delle regole e dell’illimitato e passa da un estremo all’altro d’un fiato, cercando la felicità nel rovescio della sua sofferenza; ma nè la mancanza di limiti nè il rigore di essi hanno mai fatto una civiltà che dev’essere prima di tutto un’atmosfera di universale benessere. ''L’uomo è oggi infelice perchè''<noinclude><references/></noinclude>
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