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<noinclude><pagequality level="3" user="Luigi62" />{{RigaIntestazione||— 125 —|}}</noinclude>{{Nop}}

Ma il suo sogghigno fu vano per il carrettiere, che a sua volta sedette e tenne il viso celato alcun tempo nelle mani prima di parlare.

— Voi mi avete mostrato ieri sera, disse egli alla fine, mia moglie, mia moglie che amo tanto, segretamente...

— E teneramente, insinuò Tacleton.

— Occupata a mascherare un uomo e parlandogli da sola; io penso non esservi spettacolo al mondo ch’io non avessi a quello preferito, nè uomo a voi per mostrarmelo.

— Confesso di aver sempre dubitato di lei, disse Tacleton; perciò non era accolto qui con piacere, lo so.

— Ma poichè voi me l’avete additata, proseguì il carrettiere senza porgli mente, e poichè l’avete vista, mia moglie, mia moglie che amo... e, mentre ripeteva queste parole, la voce, l’occhio, la mano esprimevano con maggior calore la presa risoluzione; poichè l’avete veduta in un momento tanto sfavorevole a lei, è conveniente, è giusto che la vediate ora con gli occhi miei, che leggiate nel mio cuore e conosciate tutta l’anima mia e sappiate che ho risoluto, continuò guardandolo fisso, e nulla può essere più mutato.<noinclude></noinclude>
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