Rime di Argia Sbolenfi/Libro secondo/Il mio cuore

Il mio cuore

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IL MIO CUORE


 

Il mio cuore è uno scrigno di velluto
     Che con sette sigilli è sigillato.
     Molti voller saperne il contenuto,
     4Ma nessuno finor l’ha indovinato.

Lungamente il segreto ho mantenuto
     E, il labbro come il cor tenni serrato,
     Ma più a lungo tacer non ho potuto
     8Ed i sette sigilli ho lacerato.

Sappiate dunque che nel cor segreto
     Chiudo i ricordi del tempo remoto,
     11I fiori secchi dell’april mio lieto,

Fra cui quest’oggi, per gentile invito,
     Scesi a frugar con l’animo devoto
     14Per cavarne un sonetto impallidito;

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Un povero sonetto impallidito,
     Fior dell’anima mia morto e seccato,
     Che tra le foglie sue reca smarrito
     18Come un lontano odor del mio passato,

Come un ricordo vago e scolorito,
     Un’eco lieve del tempo beato,
     Un rimpianto profondo ed infinito
     22Di tutto quel che in giovinezza ho amato.

Ed ecco che il sonetto esce discreto
     Da la prigion dove dormiva ignoto
     25E rivede tremando il mondo lieto.

Va dunque, o mesto fior da me cresciuto,
     Porta a chi m’ama del mio core il voto,
     28Ed a chi m’odia porta il mio saluto.