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Rime d'amore

III

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III

La grandezza del suo signore infonde in lei virtù di poesia.

     Se di rozzo pastor di gregge e folle
il giogo ascreo fe’ diventar poeta
lui, che poi salse a sí lodata meta,
che quasi a tutti gli altri fama tolle,
     che meraviglia fia s’alza ed estolle
me bassa e vile a scriver tanta pièta,
quel che può piú che studio e che pianeta,
il mio verde, pregiato ed alto colle?
     La cui sacra, onorata e fatal ombra
dal mio cor, quasi súbita tempesta,
ogni ignoranza, ogni bassezza sgombra.
     Questa da basso luogo m’erge, e questa
mi rinova lo stil, la vena adombra;
tanta virtú nell’alma ognor mi desta!