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Rime d'amore

CXCVII

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CXCVII

Contrari effetti in amore.

     Chi ’l crederia? Felice era il mio stato,
quando a vicenda or doglia ed or diletto,
or téma, or speme m’ingombrava il petto,
e m’era il cielo or chiaro ed or turbato;
     perché questo d’Amor fiorito prato
non è a mio giudicio a pien perfetto,
se non è misto di contrario effetto,
quando la noia fa il piacer piú grato.
     Ma or l’ha pieno sí di spine e sterpi
chi lo può fare, e svelti i fiori e l’erba,
che sol v’albergan venenosi serpi.
     O fé cangiata, o mia fortuna acerba!
Tu le speranze mie recidi e sterpi:
la cagion dentro al petto mio si serba.