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O tu che porti ne li occhi sovente

../Era 'n penser d'amor quand'io trovai ../Donna mia non vedestu colui IncludiIntestazione 8 maggio 2019 100% Da definire

Guido Cavalcanti - Rime (XIII secolo)
O tu che porti ne li occhi sovente
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per Mandetta.


O tu, che porti ne li occhi sovente
     amor tenendo tre saette in mano,
     questo mio spirto che vien di lontano
     4ti raccomanda l’anima dolente.

La quale à già feruta nella mente
     di due saette l’arciere soriano:
     a la terza apre l’arco, ma sì piano
     8che non m’aggiunge essendoti presente.

Perchè saria dell’alma la salute,
     che quasi giace in fra le membra morta
     11di due saette che fan due ferute.

La prima dà piacere e disconforta,
     e la seconda disia la vertute
     14de la gran gioia, che la terza porta.

Ca primario ed alcune discendenze secondarie. Accetto al v. 11 il mutamento portato dall’Ercole in «due» del «tre ferute» di Ca: perchè altrimenti non si avrebbe alcun senso possibile. Era facile che un copista poco intelligente volesse uniformare le tre ferute alle saette dell’ultima terzina.