Que' begli occhi leggiadri, ch'Amor fanno

Lorenzo de' Medici

XV secolo Indice:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu Letteratura XXIV. [Seguirá il suo triste fato, tranne che la sua donna o morte non gli facciano volgere cammino.] Intestazione 27 settembre 2023 100% Da definire

Io sento crescer piú di giorno in giorno Io non so ben chi m'è maggior nimico
Questo testo fa parte della raccolta Opere (Lorenzo de' Medici)/III. Rime


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xxiv

[Seguirá il suo triste fato, tranne che la sua donna o morte non gli facciano volgere cammino.]


     Que’ begli occhi leggiadri, ch’Amor fanno
poter e non poter, come a lor piace,
m’han fatto e fanno odiar sí la mia pace,
che la reputo pel mio primo affanno.
     Né, perch’io pensi al mio eterno danno
ed al tempo volatile e fugace,
alla speranza ria, vana e fallace,
m’accorgo ancor del manifesto inganno.
     Ma vo seguendo il mio fatal destino;
né resterò, se giá madonna o morte
non mi facessin torcere il cammino.
     L’ore della mia vita o lunghe o corte
a lei consecrate ho, perché ’l meschino
cor non ha dove altrove si conforte.