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Poi che superbia rea l'alme più belle

Giulio Bussi

P Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Poi che superbia rea l'alme più belle Intestazione 12 settembre 2017 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Giulio Bussi


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VIII


Poi che superbia rea l’alme più belle
     Rapì dal Cielo, e fè cangiare in mostri,
     Mille colà dentro i tartarei chiostri
     Nacquer da incesti rei furie novelle.
5Frode ed invidia al ben oprar rubelle,
     Spargeste allor primiere i toschi vostri:
     Avarizia, e lascivia a’ danni mostri
     Sorsero, al lusso e all’interesse ancelle.
Ma per unir d’ogn’altra in una i mali,
     10In cui tuto stillossi il pianto eterno
     Ebbe l’ingratitudine i natali;

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Deforme sì, che con obbrobrio, e scherno
     Abborrendola in se, fra noi mortali
     Pieno d’orror la rigettò l’Inferno.