Poesie varie (Pascoli)/Piccolo vangelo/L'ape
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Giovanni Pascoli - Poesie varie (1913)
Piccolo vangelo - L'ape
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L’APE
E disse ancora: De le sue corolle;
ch’ape non vide, ch’ape non desia:
3l’ombre lei gode, ed essa: altro non volle:
essere volle sopra un’ara pia
come l’incenso de l’incensiere,
6di cui l’opra s’adempie in vanir via.
Ma non mancano calici a cui bere,
ciò di cui, paziente anima umana,
9a te non piace che l’altrui piacere:
c’è la quercia che in aria s’allontana
e la viola che le resta al calcio,
12e il fior d’assenzio e il fior di maggiorana.
E quale odore è mai del fior del tralcio!
odor che pare l’ombra del novello
15vino che viene. E c’è l’amaro salcio.
In verità ti dico, anima: ornello
o salcio o cardo, ognuno ha sua fiorita;
18amara o dolce; ma sol dolce è quello
che tu ne libi miele de la vita.