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Dal 1896 - Calendimaggio Dal 1896 - Aquila e falco
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AD ALFREDO CASELLI



Se tu sei nulla, noi siamo nulli;
chè in tutto, Alfredo, simile io t’amo.
Per le fanciulle, per i fanciulli
                                   4noi lavoriamo.

Abbiam per loro sempre qualcosa,
mentre la vita già li tormenta:
sempre qualcosa che sa di rosa,
                                   8d’uva, di menta.

Per i ragazzi, per le ragazze
facciam nel verno sorgere il giugno
con le ciliege dolci e le lazze
                                   12bacche del prugno.

Ecco entra, in tanto che sulle nere
panche di scuola leggono i nomi,
come se a un tratto s’apra il celliere,
                                   16l’odor di pomi.

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Si sparge, mentre passano l’ore
lunghe col refe, con la ciniglia,
nella stanzetta chiusa, l’odore
                                   20della vaniglia.

Nè ci si lodi, se per incanto
vestiam di frutti gl’ispidi rami!
Il nostro savio cuore soltanto
                                   24vuol che ci s’ami;

che si ritorni, che si ripeta,
che il nostro miele prenda chi giunge!
Alfredo, è un’ape, certo, il poeta,
                                   28ma che non punge.

Prenda chi vuole, prenda chi viene,
prenda chi gramo voglia e non possa...
anche chi scende, vivo, in catene,
                                   32nella sua fossa.

Mentre la Pena l’urge, crudele
più di lui stesso che fu pur tanto
tanto crudele; senta il tuo miele,
                                   36senta il mio canto.

(Scritta dopo aver appreso che Musolino, durante
il processo, assaggiava qualche caramella).