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(1792-1793-1794) pensieri 371

perfezioni relative diventano assolute e gli assoluti, in luogo di svanire, si moltiplicano, e in modo ch’essi ponno essere e diversi e contrari fra loro; laddove finora si è supposta impossibile la contrarietà in tutto ciò che assolutamente si negava o affermava, che si stimava assolutamente e indipendentemente buono o cattivo; restringendo la contrarietà e la possibilità sua a’ soli relativi e loro idee (25 settembre 1821).


*   La filosofia sarebbe capace di dare all’animo quel torpore e quella possibile noncuranza che ho detto esser piacevole. Ma come questa, benché assopisca la speranza, nondimeno in fondo la contiene, anzi talvolta l’accresce, mediante lo stesso non curarsi di nulla e la stessa disperazione,  (1793) cosí la filosofia, che per se stessa spegne del tutto la speranza, non può cagionare all’animo uno stato piacevole, se non essendo una mezza filosofia ed imperfetta (qual ella è ordinariamente), o quando anche sia perfetta nell’intelletto, non avendo influenza sull’ultimo fondo dell’animo o rinunziandoci avvedutamente essa stessa (26 settembre 1821).


*   Quello che ho detto altrove della bellezza o bruttezza, il cui giudizio bene spesso si muta vedendo una persona conosciuta e non riconoscendola, si può estendere non solo ad altri generi di bello e brutto, ma eziandio ad altre qualità degli oggetti (umani o no) e fino alla statura (quantunque l’idea di questa paia immutabile); della quale ancora, nelle persone conosciute, ci formiamo una certa idea abituale, le cui proporzioni comparative bene spesso si mutano e crescono o scemano, se per caso vediamo quelle stesse persone senza riconoscerle, ancorché le vediamo isolate,  (1794) e fuori della comparazione d’altre stature, la quale cambia assai spesso l’idea delle proporzioni ec. (26 settembre 1821). Vedi p. 1801