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370 pensieri (1053-1054)

santi, Milano 1775, vol. IV, p. 42-102) intorno alla quasi impossibilità delle cognizioni senza il linguaggio e, proporzionatamente, della estensione e perfezione ec. delle cognizioni senza la perfezione ricchezza ec. del linguaggio; considerando, dico, tutto ciò, si ottiene una nuova e principalissima prova di quanto il nostro presente  (1054) stato e le nostre cognizioni sieno direttamente e violentemente contrarie alla natura e di quanti ostacoli la natura vi avesse posti (15 maggio 1821).


*    Come senza una lingua sono quasi impossibili le cognizioni e nozioni, massime non corporee o immateriali, e senza una lingua ricca e perfetta la moltitudine e perfezione delle dette cognizioni ed idee, e il perfezionamento o il semplice incremento delle lingue conferisce assolutamente a quello delle idee, conforme ha evidentemente dimostrato, oltre a tanti altri e piú antichi da Locke in poi (Sulzer, loc. cit. qui dietro, p. 101, nota del Soave) e massime piú moderni, il Sulzer nelle osservazioni citate nella pagina qui dietro; cosí proporzionatamente senza una lingua (propria) arrendevole, varia, libera ec. è difficilissima la perfetta cognizione e il perfetto sentimento e gusto dei segni proprii delle altre lingue, mancando o scarseggiando l’istrumento della concezione dei segni, come nell’altro caso sopraddetto, l’istrumento della concezione chiara e fissa, determinata e formata delle cose e delle idee e della memoria di dette concezioni (15 maggio 1821).


*    Non solo la greca parola ψυχὴ, come dissi altrove, deriva da spirare ec., ma anche la latina animas e quindi anima da ἄνεμος, vento. Vedi Sulzer, luogo cit. alla pag. qui dietro, p. 62. E l’antico significato di vento nella parola anima fu spesso usato da’ latini (credo massime i piú antichi, o loro imitatori). Vedi