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Pagina:Zappi, Maratti - Rime I.pdf/457


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FRANCESCO MARIA DELLA VOLPE.


I1


Alfin comparve il formidabil giorno:
     Che fè di sangue il Savo andar vermiglio:
     Tutto è fuga, e spavento intorno intorno,
     Sbigottito è Bizanzio, Asia è in periglio.
5Vincesti o Carlo: e te di palme adorno
     Seppe far tua pietade, e tuo consiglio:
     Già il Viva a te nel sue real soggiorno
     Canta co’ suoi vagiti il tuo gran Figlio.
E par che dica: Andrei col brando anch’io
     10Sull’empio Trace a fulminar, qualora
     Reggesse il piccol braccio al buon desìo,
Segui pur tue conquiste, e vinci ognora:
     a che lasci, o gran Padre, ho sol desìo
     Qualche trionfo alla mia mia spada ancora.


Traduzione dello stesso Autore.


En metuenda dies, quae per declivia Savi
     Odysio tinctas sanguine duxit aquas.
Omnia plena metu. Jam Bisantina vacillant
     4Moenia: Gens Asiae, non bene tuta, pavit.
Victorem, Caesar, tuate prudentia fecit;
     Fecit victorem te pietatis amor.
Audi, quot soboles vagitibus impleat Audam,
     8Laetitia plenum sic tibi cantat lo.
Ob quotquot, si possem (credo sic dicat) in hostis
    Fulminea vellem fundere tela manu!
Tu sequere, et palmas victricibus adde,
    12Concedatque novas singula quaeque dies.
A cave, ne tantum vincas, ut nulla supersit
    Post te, magne Pater, gens superanda mihi.

  1. All’invittissimo Imperator Carlo VI.