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II


Perchè mai tutte l’onde a poco a poco
     Drizzan gli umidi passi a l’onde amare,
     E la fonte natìa prendosi a giuoco?
     Sol per formar di mille fiumi un mare.
5Perchè stride la fiamma, e perchè appare
     Inquieta mai sempre in ogni loco,
     Finchè ha meta al suo piè sfere più chiare?
     Sol per formar di mille vampe un fuoco,
Perchè in un sol dolor tanti dolori
     10Tu solo d’adunar ti prendi il vanto,
     O Redentor dell’alme, amor de’ cuori?
Perchè il mio cuor delle tue pene accanto
     Accenda nel suo gel celesti ardori,
     E mi tragga dagli occhi un mar di pianto.


ABB. ANTONIO MARIA SALVINI.


I


Ah! crudele Fanciul, che allegro in vista,
     Placido, e mansueto ti dipigni,
     E con dolci allettando atti benigni
     Celi sotto un bel volto anima trista;
5Se acerba doglia è al tuo diletto mista
     Se ridi all’altrui pianto ovver t’insegni,
     Se son gl’inganni tuoi famosi e insigni,
     Perchè il tuo nome tanta fede acquista,
Che qual Nume t’adora almo e presente,
     10E a te ricorre, e a te concara i cuori,
     E te fa suo Signor la vana gente?
Chi Amor ti disse era del senno fuori;
     Dovea dirti anzi error di nostra mente,
     E’l più fiero di tutti altri furori.


II


Tu, che mai fatto, il Tutto sempre fai,
     E ciò che festi già reggi, e governi: